Esteri

Macron taglia i fondi alle scuole francesi (all’estero!)

29
Gennaio 2026
Di Gaia De Scalzi

Rincari fino al 40% per le rette scolastiche del prestigioso liceo francese Chateaubriand di Roma. Il motivo? Il Governo guidato da Emmanuel Macron ha deciso di tagliare i fondi all’Agenzia per l’istruzione francese all’estero (AEFE), incaricata dal Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri di diffondere la lingua francese, coordinare il personale scolastico distaccato all’estero e gestirne i vitalizi. E qui casca l’asino. Perché, secondo una nuova disposizione, a farsi carico dei contributi previdenziali del corpo docente francese spetterà – da quest’anno – non solo ai cosiddetti “Edifici di Gestione Diretta”, come appunto i licei Chateaubriand di Roma, Dumas di Napoli e Stendhal di Milano, ma anche a quelli convenzionati e partner (seppur in maniera ridotta). Parliamo di oltre 600 scuole in 138 paesi. Risultato? Aumento delle rette fino al 40% in tre anni. Una stangata che molte famiglie non potranno permettersi.

Il pericolo maggiore è quello di una vera e propria emorragia che potrebbe tradursi in una riduzione delle iscrizioni pari al 20%. «Questa scuola – spiega Fabiana De Benedetto, membro del consiglio Associazione parenti degli allievi (APE) – non è mai stata elitaria. Qui studiano ragazzi con famiglie di diversi redditi. Un aumento così elevato diventa proibitivo, soprattutto considerato che per accedere alle borse di studio (da sempre precluse agli italiani ndr) i criteri reddituali sono molto stringenti, il che rende l’accesso allo strumento limitato a un numero esiguo di nuclei.»

Una misura deliberata il 18 dicembre del 2025, comunicata a inizio 2026 e che entrerà in vigore già a settembre di quest’anno. «Ci troviamo di fronte a un’emergenza – prosegue De Benedetto – poché molti alunni non riusciranno a terminare i cicli dell’istruzione obbligatoria. A Chateaubriand studiano più 1.400 ragazzi (la metà dei quali non sono francesi ndr) e lavorano oltre 60 docenti distaccati che vivono nel nostro Paese da 20 anni. Persone che hanno comprato casa e costruito una famiglia, e che oggi sono a rischio rimpatrio o mobilità qualora il numero delle iscrizioni dovesse calare drasticamente.»

Tutto lecito? Sebbene la misura sia stata definita “irreversibile”, l’APE continua a sollevare alcuni dubbi.

«In primis non si capisce per quale motivo a farsi carico dei contributi pensionistici degli insegnanti distaccati debbano essere gli istituti scolastici visto che, come datore di lavoro, figura l’AEFE. Inoltre, gli edifici che ospitano le classi sono di proprietà dello Stato francese, mentre da sempre i lavori di manutenzione straordinaria vengono sostenuti dall’AEFE che poi ne chiede il rimborso alle scuole. Cosa che ha contribuito a intaccare un tesoretto da 5 milioni di euro accumulato grazie a dei fondi di rotazione e che oggi avrebbe fatto comodo a molte famiglie meno abbienti. Senza parlare di spese ingiustificate di cui abbiamo chiesto conto ma senza risposte esaurienti.»

L’ultima cartuccia l’APE la sparerà oggi, quando farà appello a un accordo sottoscritto a Parigi nel 1949 dove all’articolo 2 si legge “Il Governo Italiano e il Governo Francese continueranno ad accordare ogni facilitazione agli Istituti d’istruzione secondaria francesi e italiani attualmente esistenti in Italia e in Francia e cioè: Liceo Chateaubriand a Roma Liceo Leonardo da Vinci a Parigi”.  Un documento, prosegue il testo, “senza limiti di tempo” che resta in vigore “fino a che non sia denunciato da una delle parti Contraenti”.

In attesa di vedere quali effetti produrrà la nuova legge di bilancio approvata dalla Francia, i genitori degli alunni iscritti ai licei italiani Chateaubriand, Dumas e Stendhal sono stati chiamati indirettamente a diventare azionisti delle scuole; ma senza alcun potere decisionale. Della serie “cornuti e mazziati”.

Les jeux sont faits?