Esteri

Il senso del viaggio di Draghi in Israele e Palestina

14
Giugno 2022
Di Paolo Bozzacchi

Accelerare su stop a dipendenza energetica dalla Russia. Ma non solo. Rafforzare le relazioni bilaterali Roma-Tel Aviv, preparare al meglio la visita a Kiev e firmare anche un accordo bilaterale Italia-Palestina. Il viaggio di Mario Draghi a Gerusalemme e Ramallah, anticipato di un giorno causa viaggio lampo di gruppo a Kiev con Scholz e Macron nei prossimi giorni, è significativo per diversi aspetti e sta facendo parlare di sé. Dopo il Presidente di Israele, Isaac Herzog e il Premier Naftali Bennett, Draghi sarà in Cisgiordania per incontrare il Primo ministro Palestinese, Mohammad Shtayyeh

Se è vero che tra i dossier aperti con Israele quello relativo al gas che potrebbe partire da Israele, essere liquefatto in Egitto e poi trasportato via nave e rigassificato in Italia è da considerarsi la best option sia in termini di rapidità di realizzazione che di opportunità, molti altri fronti sono aperti nelle relazioni che legano l’Italia a Israele e alla Palestina.

Aerospazio, cybersecurity, robotica, mobilità sostenibile, tecnologia applicata all’agroalimentare, farmaceutica e sanità sono senza dubbio già sul tavolo Roma-Tel Aviv. Così come l’intenzione di Draghi di coinvolgere Israele nella Giornata della Memoria del 27 gennaio, nella quale è già coinvolta la Germania. 

Gerusalemme subito prima di Kiev

Nel faccia a faccia col Presidente di Israele, Isaac Herzog, Mario Draghi ha plausibilmente ottenuto informazioni di prima mano molto utili anche alla preparazione del viaggio a Kiev con Scholz e Macron che si terrà in settimana. Per interlocuzione diretta con Russia e Ucraina, Herzog è una fonte da considerarsi altamente strategica.

Il faccia a faccia col premier Bennett

Draghi e Bennett hanno messo in pista per ottobre un summit bilaterale tra esecutivi di Israele e Italia. Il dialogo si è molto soffermato sui Paesi arabi. «Gli incontri di questi giorni – ha dichiarato Draghi – hanno permesso di esaminare insieme la situazione della regione e sostenere il processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi. Abbiamo affrontato la situazione in Libano e in Siria, la cui stabilità impatta sull’intera area, e abbiamo esaminato la possibilità di un rilancio del processo di pace con la Palestina».
Per Israele la Siria è una sorta di polveriera, mentre l’Iran non smette di rappresentare una minaccia. Tehran ha anche firmato accordi energetici con Mosca. E questo al momento non aiuta.

Draghi e Bennett a capo di due esecutivi “insoliti”

Draghi e Bennett guidano due esecutivi “insoliti”. Così Il Premier israeliano ha definito i rispettivi governi e ringraziato Draghi per i “preziosi consigli politici” L’attuale governo israeliano appare in questi giorni parecchio in bilico, tanto che la stampa locale lo sta giudicando come fosse a termine. 

Gli accordi siglati con la Palestina

Sei accordi per un valore totale di circa 17 milioni. Su temi quali: chirurgia pediatrica, agricoltura, occupazione giovanile e protezione del patrimonio culturale. Questo l’esito dell’incontro di Draghi in Cisgiordania con il premier palestinese Shtayyeh. “Questi fondi” ha sottolineato Draghi rafforzano i contributi già in essere per l’aiuto allo sviluppo della Palestina. Molte aziende italiane sono attive nei Territori palestinesi soprattutto nel settore dell’energia da rinnovabili e industria meccanica high-tech. Voglio ringraziare tutti i volontari italiani ed europei che lavorano in Palestina con progetti che toccano ogni aspetto della vita locale”.

I prossimi viaggi di Draghi

Consiglio europeo, poi vertice NATO di Madrid e il 5 luglio ad Ankara, dal presidente Erdogan dopo 10 anni dall’ultima visita ufficiale di un Premier italiano in Turchia. Questa la fitta agenda del premier italiano nelle prossime settimane, durante le quali Draghi è chiamato a più di semplici straordinari.

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