Economia

UE-Mercosur: gli effetti per le aziende europee e il made in Italy

08
Gennaio 2026
Di Paolo Bozzacchi

Col voto favorevole dell’Italia la maggioranza qualificata europea sarebbe raggiunta. E allora la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, potrebbe volare già il 12 gennaio in Paraguay e firmare l’accordo commerciale UE-Mercosur sulla base della reciprocità. Atteso da oltre 25 anni. Ma quali vantaggi porterebbe alle aziende europee ed italiane?

Settore per settore chi vince (molti) e chi perde (pochi)
I settori industriali che trarrebbero i maggiori vantaggi sono quelli dove sono attualmente più alti i dazi tra UE e Sudamerica. A cominciare dall’automotive, dove le tariffe per noi Europei oggi viaggiano fino al 35% e con l’accordo potrebbero progressivamente scomparire nei prossimi 7-15 anni. Ne conseguirebbe un forte effetto positivo per tutti i produttori e la componentistica made in Europe. Stessa musica per i produttori UE di macchinari industriali e le aziende chimico-farmaceutiche. Oggi i dazi arrivano rispettivamente al 20 e al 18% e potrebbero essere nel tempo eliminati. Ne deriverebbe un aumento della competitività del made in Italy, con probabile crescita dell’export ad alto valore aggiunto.

Altri settori con potenziali forti benefici sarebbero tessile e moda e vino-alcolici. Entrambi oggi pagano tariffe fino al 35% che potrebbero essere azzerati. Automatica la spinta alla crescita per lusso e fashion italiani, così come per le nostre aziende vinicole e brassicole. Più morbidi i vantaggi per le aziende casearie: oggi i dazi sono elevati ma l’accordo non prevede di azzerarli, bensì di ridurli con l’introduzione di quote. Ad ogni modo si aprirebbe per i nostri latticini e formaggi un mercato considerato ancora difficile da conquistare a livello commerciale. Lo stesso vale per la carne bovina: oggi le tariffe sono alte e potrebbero essere ridotte, con quote di export europeo comunque limitate e pressione sugli allevamenti del Vecchio Continente. L’accordo sarebbe molto positivo per molte aziende che mettono sul mercato prodotti DOC e IGP: prevede infatti protezione per 350 prodotti IG europei, con stop a dannose imitazioni in stile “Parmesan”. La prevista reciprocità aprirebbe molte porte alle grandi aziende che partecipano a grandi gare d’appalto. Su questo oggi UE e Mercosur sono mercati chiusi che dovrebbero aprirsi vicendevolmente. Ombre invece sui settori pollame e zucchero, oggi in Europa fortemente protetti, che con l’entrata in vigore dell’accordo andrebbero incontro all’introduzione di quote controllate di esportazione.

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