Economia
Spesa Presidenza del Consiglio dei Ministri: dove vanno i 5,7 miliardi per il 2026
Di Paolo Bozzacchi
Dal rischio sismico ai programmi spaziali, dalle Paralimpiadi alle politiche familiari. Il bilancio di previsione 2026 della Presidenza del Consiglio dei ministri cuba 5,7 miliardi di euro e fotografa le priorità di Palazzo Chigi e del governo Meloni nel quadro delle nuove regole europee di governance economica e della spending review.
Spese superiori al miliardo
Le voci di spesa più consistenti sono quelle per la Protezione civile e le politiche spaziali e aerospaziali (rispettivamente 1,27 e 1,24 miliardi). Di questi oltre 700 milioni finanziano programmi nazionali e internazionali che includono la partecipazione italiana all’ESA, mentre 450 milioni coprono il funzionamento dell’Agenzia spaziale italiana. Circa 75 milioni vanno a prevenzione del rischio sismico, fondi per i Campi Flegrei, flotta antincendio e interventi su calamità naturali.
Disabilità e politiche giovanili: la coppia da quasi un miliardo
Politiche giovanili e Servizio Civile cubano 437 milioni di euro, strumenti che il governo Meloni considera centrali per l’occupazione giovanile e la coesione sociale. Le politiche in favore delle persone con disabilità costeranno 457 milioni, di cui 418 confluiscono nel fondo unico per l’inclusione, a cui si aggiungono risorse per il monitoraggio e i servizi di supporto.
Le altre spese
In forte crescita rispetto al 2025 le spese per le politiche per la famiglia che cubano 205 milioni (+44,8%). Fondi per centri estivi, infanzia e adolescenza, con 14 milioni per le adozioni internazionali e risorse contro pedofilia e cyberbullismo. Al cluster sport vanno 300 milioni, tra i quali spiccano i 50 milioni per la Paralimpiadi Milano-Cortina, 100 milioni per gare ciclistiche nel Mezzogiorno e 103 milioni che confluiscono nel Fondo sport e periferie. Ad affari regionali e autonomie sono destinati 213 milioni, che comprendono fondi per il funzionamento della Conferenza Stato-Regioni e appena 2,7 milioni per compensare gli svantaggi dell’insularità. Alla prevenzione sismica e Casa Italia vanno 237 milioni, di cui 126 per la riduzione del rischio sismico su infrastrutture pubbliche considerate strategiche. All’8 per mille e al coordinamento amministrativo vanno 200 milioni, con i fondi derivanti da 8 per mille allo Stato – cresciuti a 200 milioni – destinati a beni culturali, calamità naturali e fame nel mondo. Per le pari opportunità sono destinati 154 milioni, di cui 108 per il contrasto alla violenza contro le donne e 22 milioni contro la tratta degli esseri umani. Nel complesso Palazzo Chigi rivendica una gestione “prudente ed essenziale”, con riduzioni sui consumi intermedi e un contributo alla manovra di finanza pubblica pari a oltre 100 milioni tra risparmi e riversamenti allo Stato.





