Cultura

Teatro: all’Ambra Jovinelli magistrale Ambra Angiolini ne “Il nodo” (recensione)

18
Febbraio 2022
Di Sara Fronda

Sciogliere un nodo, il nodo. Un’azione che sembra facile se fatta con decisione ma che diventa una cima insormontabile se non proviamo mai, almeno una volta nella vita, a decidere da che parte stare.

E allora l’interrogativo si fa sempre più pressante e il dubbio suona fastidioso e invadente come il ticchettio di un orologio che segna la fine delle lezioni. E l’inizio del confronto.

Come quello che si svolge nell’aula di una scuola media dove, tra i singoli banchi che come alberi su una collina cercano terreno fertile per far crescere le proprie radici, una madre e un insegnante provano a sciogliere quel nodo. Entrambe estremi opposti della corda che non si districa, entrambe più vicine nel senso di colpa di quanto loro stesse non possano immaginare.

Una magistrale Ambra Angiolini è la madre che vuole capire cosa si nasconda dietro il dramma del figlio sospeso giorni prima dalla scuola e tornato a casa pieno di lividi. Arianna Scommegna perfetta nei panni dell’insegnante miope e incapace nell’interpretare le richieste di aiuto di un ragazzo troppo sensibile.

Cercare la verità, allora, è quella forza dirompente che permise ad Alessandro Magno di spezzare il nodo gordiano. Eh sì, perché a volte l’unico modo per risolvere il più forte dei conflitti è reciderli di netto.

Il testo di grande successo della giovane americana Johnna Adams arriva a Roma nello spettacolo diretto da Serena Sinigaglia. Una riflessione senza scampo sul mondo delle relazioni; sull’adolescenza e il ruolo della scuola e della famiglia come nuclei primari di formazione e sperimentazione per ognuno di noi. Non solo un testo sul bullismo ma un “confronto senza veli” sulle ragioni che lo scatenano.

                                      “Io sono qui per capire cosa è successo”

LA CURIOSITÀ…

Gordio, contadino dell’antica Grecia, secondo il mito fa il suo ingresso nella omonima città della Frigia sul suo carro trainato da buoi ignaro delle parole dell’oracolo: “Il primo che entrerà in città con un carro tirato da buoi diventerà re della città”. In segno di riconoscenza Gordio dedicò il suo carro a Zeus legando il giogo al timone con un nodo così forte da essere inestricabile. Ma la leggenda non si fermò qui. Si diffuse il mito che chi fosse riuscito a sciogliere il nodo sarebbe diventato imperatore dell’Asia Minore. Alessandro Magno tra il 334 e il 332 a.C. durante la sua campagna di conquista si spinse fino alla città di Gordio e conoscendo la leggenda decise di tentare l’impresa ma a modo suo: sfoderò la spada e con un taglio netto sciolse il nodo ammettendo la popolazione dei frigi al suo impero.

Da qui il modo di dire : “ tagliare il nodo gordiano” ossia risolvere un problema con decisione e fermezza.

SCHEDA TECNICA

IL NODO di Johnna Adams

con Ambra Angiolini e Arianna Scommegna

regia Serena Sinigaglia

traduzione di Vincenzo Manna e Edward Fortes

scena Maria Spazzi

costumi Erika Carretta

in scena all’Ambra Jovinelli fino al 27 febbraio 2022