Cultura

David Donatello, Mattarella: abbiamo bisogno del cinema, della sua libertà

03
Maggio 2024
Di Ilaria Donatio

Un cinema femminile, di memoria e valori civili, di grandi autori riconosciuti e insieme di tanti esordi, nel segno di una bella generazione di interpreti, attrici, attori sempre più attratti dalla regia. Ecco la fotografia della Settima Arte del nostro Paese che emerge dalle candidature dell’edizione 69 dei David di Donatello, raccontata – nel proprio intervento, al Palazzo del Quirinale – da Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica dell’Accademia del Cinema Italiano

E sulla presenza di tante donne tra le professioniste premiate, il presidente della Repubblica presente alla cerimonia, ha detto – con una battuta – “tre donne premiate, un bel segnale si potrebbe dire, ma io non lo dirò, perché quanto avvenuto appartiene alla normalità“.

Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per il 2024. La cerimonia, condotta dalla bravissima Teresa Mannino, è stata aperta dalla proiezione di un video realizzato da Rai Cultura. La lettura delle candidature ai Premi “David di Donatello” è stata intervallata dall’esecuzione di alcuni brani da parte della cantante Serena Ionta, in arte Serepocaiontas, e del musicista Gennaro Ricciardone, dedicati a colonne sonore del cinema italiano e internazionale. 

Il David speciale a Vincenzo Mollica
La conduttrice ha intervistato i vincitori del David alla carriera, Milena Vukotic e Giorgio Moroder e il vincitore del David speciale 2024, Vincenzo Mollica al cui arrivo, tutti i presenti nel salone dei Corazzieri – per la maggior parte protagonisti del mondo del cinema e della cultura – si sono alzati in piedi per tributare un caloroso applauso all’ingresso dello storico giornalista Rai che ha dedicato la sua attività professionale e la sua vita alla cultura e allo spettacolo. Con voce rotta dalla emozione e gli occhi fissi in prima fila dove era seduto Mollica, il presidente della Repubblica lo ha ringraziato per il lavoro svolto in tanti anni di carriera e ha concluso con un “ io sono un suo fan!”.

Detassis: “Anno d’oro segnato da cinema femminile e valori civili” 
La fotografia della Settima Arte del nostro Paese che emerge dalla candidature dell’edizione 69 dei David è segnata “da un cinema femminile, un cinema di memoria e valori civili, di grandi autori riconosciuti e insieme di tanti esordi, nel segno di una generazione formidabile di interpreti, attrici, attori sempre più attratti dalla regia”. Lo ha affermato Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del cinema italiano

“Per chi ama i numeri – ha proseguito – un dato ci conforta: dal 2020 a oggi, su 100 interpretazioni candidate, 38 sono di protagonisti alla prima nomination, mentre su 16 vincitori, 7 sono alla prima vittoria”. 

C’è ancora domani”: record di candidature
È stato un anno importante per il nostro cinema. Le cinquine candidate – ha sottolineato Detassis – “ci raccontano di film bellissimi, potenti, che in sala hanno fatto la differenza. La differenza in termini di qualità, innovazione e incassi. Per la prima volta, da quando esiste il David dello spettatore, destinato al titolo con maggior numero di presenza in sala, il film premiato, ‘C’è ancora domani’, è anche candidato a una categoria miglior film. Lo accogliamo come un segnale nuovo, e non è l’unico, di possibile armonia tra qualità della proposta e successo di pubblico”, ha concluso. 

C’è ancora domani” di Paola Cortellesi segna il record di candidature, in tutto 19, sulla scia di un enorme successo di pubblico, anche internazionale. “La dedica a mia figlia l’ho impressa sullo schermo”, ha detto la regista, “è una componente personale, emotiva, ma in questo caso è più larga. Laura è stata la mia musa, ma il film è per tutte le ragazze, per tutte le bambine che saranno ragazze e che dovranno occuparsi di difendere i nostri diritti”.

Mattarella: molte sale soffrono, politiche pubbliche ne tengano conto
Abbiamo bisogno del cinema. Della sua sensibilità, della sua arte, delle sue visioni plurali. La storia del cinema ci ha fatto conoscere e apprezzare queste sue capacità”, ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla presentazione della cerimonia dei David di Donatello. 

E invece, sottolinea il presidente, “molte sale cinematografiche continuano a soffrire” anche dopo il Covid “e non sono poche le città” che “non dispongono più di sale accessibili. È un tema”, prosegue, “che presenta evidenti risvolti sociali e non può essere considerato solo dal punto di vista degli equilibri commerciali: le sale sono un luogo di incontro. Con il medesimo impegno per assicurare costante vitalità al tessuto civile vanno preservate le librerie” e “va posta attenzione a quei settori artistici e dello spettacolo che si propongono a pubblici più limitati, ma esprimono contenuti di alto valore e qualità”. 

Le politiche pubbliche devono tener conto di questi valori. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza destina importanti risorse al cinema e alla cultura. Le istituzioni sono quindi chiamate a promuovere le tante opportunità che possono offrire occasioni di sviluppo in questo ambito. Opportunità che si inseriscono in una condizione internazionale che registra una competizione sempre più vigorosa e postula, quindi, un sicuro quadro normativo cui fare riferimento”.

La cerimonia si è conclusa con il saluto del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il discorso del Presidente della Repubblica. Erano presenti i candidati ai Premi, il Presidente dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS), Francesco Giambrone, il Presidente dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali (ANICA), Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dello spettacolo e dell’industria cinematografica. 

La 69 edizione dei Premi David di Donatello, trasmessa per la prima volta in 4K (sul canale Rai4K, numero 210 di Tivùsat), si svolgerà stasera negli studi di Cinecittà.