Di Giampiero Cinelli | 20 Marzo 2026
Referendum: i dubbi, il dibattito, il popolo diviso
Gli italiani sono chiamati per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Il voto si accompagna a un dibattito denso.
Classe 1990, dopo la maturità classica si laurea in filosofia, iniziando a scrivere su alcune testate durante gli studi. Nel 2017 l'iscrizione all'Albo, elenco Pubblicisti. Si perfeziona con il Master in giornalismo alla 24Ore Business School. Ha lavorato per il quotidiano Ciociaria Oggi, Il Messaggero (edizione di Frosinone) e collaborato con testate online. Per The Watcher Post si occupa principalmente di politica ed economia.
Gli italiani sono chiamati per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Il voto si accompagna a un dibattito denso.
Al vertice di Bruxelles l’Italia spinge per correggere le distorsioni del sistema di scambio delle emissioni.
C’è uno strumento che per anni ha fatto girare la macchina degli investimenti infrastrutturali italiani — scuole, ospedali, efficientamento energetico degli edifici pubblici — e che oggi si trova in una zona grigia.
Al quarto Incontro annuale per lo sviluppo sostenibile delle Regioni emerge il bilancio della collaborazione tra Cassa Depositi e Prestiti, Conferenza delle Regioni e ANFIR. Ora la sfida è rendere strutturali gli investimenti nella fase post-PNRR.
Il 22 e 23 marzo gli italiani sono chiamati per il referendum sulla riforma della giustizia. Un voto che riguarda snodi centrali del sistema.
Lunedì si è tenuta alla Camera dei Deputati la conferenza dal titolo “Minori invisibili: come uscire dal limbo amministrativo?”.
Annagiulia Randi, presidente degli spedizionieri ravennati, analizza le ricadute delle tensioni sui traffici marittimi, export e filiere.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano difende la riforma della giustizia e risponde alle critiche.
Andrea Orcel annuncia un’offerta pubblica di scambio sulla banca tedesca per salire oltre la soglia del 30%. L’operazione è attesa a maggio.
Nel 2025, le principali economie mondiali hanno mostrato andamenti eterogenei, con un aumento del Pil cinese in linea con gli obiettivi.
(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista) Chi guiderà le grandi aziende italiane nei prossimi anni? È una domanda che tiene svegli molti consiglieri…
In questo contesto di forte cambiamento, uno dei principali obiettivi di politica economica del Governo, oltre alla tenuta dei conti pubblici, è rompere il “circolo vizioso” bassa produttività-bassi salari-bassi consumi-bassa crescita.