Di Giampiero Gramaglia | 18 Ottobre 2025
Trump nega a Zelensky i Tomahawk, punta sul vertice con Putin
Il terzo incontro lì con il presidente Usa Donald Trump è “cordiale”, un sollievo rispetto al primo, ma è inconcludente.
Il terzo incontro lì con il presidente Usa Donald Trump è “cordiale”, un sollievo rispetto al primo, ma è inconcludente.
Si apre oggi una sessione cruciale della Corte Suprema, che deve esprimere giudizi importanti sui poteri del presidente su tutta una gamma di contenziosi.
La Casa Bianca, notificando al Congresso “un conflitto armato” con i narco-trafficanti, cerca una giustificazione legale ex post per gli attacchi letali e illegali nei Caraibi contro asseriti contrabbandieri di droga venezuelani.
‘Shutdown’, letteralmente la serrata, cioè la parziale chiusura dei servizi pubblici dell’Amministrazione federale, dopo che il Congresso non ha trovato un’intesa per garantire il finanziamento della spesa pubblica.
L’incriminazione e il rinvio a giudizio, da parte di un grand jury, di James Comey, l’ex direttore dell’Fbi, conquista le prime pagine.
“Un martire” che lascia un segno nel futuro del Partito repubblicano e del movimento Maga: così, Donald Trump e i suoi sodali politici e religiosi hanno dato ieri l’ultimo addio a Charlie Kirk.
I timori per la libertà di parola e il rischio di un’ondata di censura negli Stati Uniti, già paragonata alla frenesia maccartista dei primi Anni Cinquanta, caratterizzano l’informazione statunitense, questa mattina.
La notizia che fa da minimo comune denominatore dell’informazione statunitense questa mattina è la riduzione del tasso di sconto decisa ieri dalla Federal Reserve, la banca centrale Usa.
Il timore è fondato. La vicenda giudiziaria ce si apre adesso potrebbe aprire una nuova ondata di odio e violenza negli USA.
L’uccisione di Kirk, che evidenzia ed acuisce la polarizzazione politica all’epoca di Trump, sovrasta, anche sul Wall Street Journal, l’attenzione ai dati dell’inflazione diffusi ieri.
Gli Usa sotto shock, e in allarme, per l’uccisione, in una università dello Utah, di un attivista di destra e grande sostenitore di Trump.
La Trump 2 è una presidenza «a tutto Epstein»: in fondo, proprio come Donald Trump prometteva in campagna elettorale.