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Rottamazione quinquies enti locali: domande entro il 15 dicembre

28
Ottobre 2026
Di Giuliana Mastri

Sono circa 1.500 gli enti territoriali che hanno aderito alla rottamazione quinquies, la definizione agevolata che consente ai contribuenti di regolarizzare determinati debiti senza versare interessi e sanzioni. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso pubblico l’elenco delle amministrazioni aderenti con un comunicato del 25 settembre 2026, e dal 16 ottobre è possibile presentare la domanda.

Tra gli enti che hanno comunicato il provvedimento di adesione figurano Comuni, Regioni, Province, Città metropolitane e Unioni di Comuni. La misura, introdotta dal decreto Fiscale (articolo 10 quinquies del DL 38/2026, convertito nella legge 88/2026), interessa i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

L’adesione delle amministrazioni territoriali permette quindi di estendere la definizione agevolata a una serie di entrate locali, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Imu, Tari, bollo auto e multe: i debiti interessati

La rottamazione quinquies può riguardare diverse tipologie di tributi e altre entrate territoriali. Tra queste rientrano Imu, Tari, bollo auto e sanzioni per violazioni del Codice della strada, oltre ad altri tributi e crediti degli enti che hanno deliberato l’adesione.

Il beneficio consiste nell’eliminazione degli interessi e delle sanzioni applicabili ai debiti ammessi. Per le multe stradali, invece, lo sconto riguarda esclusivamente gli interessi: resta dovuto l’importo della sanzione.

La possibilità di aderire è circoscritta ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Restano esclusi i tributi gestiti direttamente dai Comuni o la cui riscossione è stata affidata a concessionari privati, oltre ai debiti derivanti da condanne della Corte dei conti.

Non è quindi sufficiente che un ente territoriale abbia aderito alla misura: occorre anche verificare che il singolo debito rientri tra quelli ammessi.

Le città aderenti e quelle che hanno scelto di non partecipare

Tra i principali Comuni italiani che hanno approvato l’adesione figurano Roma, Napoli, Genova, Bari, Palermo, Venezia e Catania.

Una scelta diversa è stata compiuta da Milano, Bologna e Firenze, che non hanno deliberato l’applicazione della definizione agevolata alle proprie entrate.

Alla base della contrarietà vi sono anche considerazioni legate all’equità fiscale. Secondo questa posizione, il ricorso ripetuto alla cancellazione di interessi e sanzioni rischia di penalizzare i contribuenti che rispettano regolarmente le scadenze e di indebolire gli incentivi al pagamento tempestivo dei tributi.

Per i debiti non coperti da questo canale, la legge consente comunque agli enti di introdurre una definizione agevolata autonoma. È la strada scelta, per esempio, da Torino, che ha preferito una sanatoria propria, e dalla Regione Siciliana, che ha varato una rottamazione per bollo auto ed entrate regionali.

Domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026

Dal 15 ottobre 2026 è attivo, nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il servizio che permette di consultare il prospetto dei carichi locali che possono beneficiare della definizione agevolata. L’accesso avviene con Spid, Cie o Cns.

La domanda può essere presentata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, esclusivamente in modalità telematica, selezionando nell’area riservata la sezione dedicata alla rottamazione quinquies degli enti territoriali.

Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia comunicherà l’accoglimento o il rigetto della richiesta. In caso di esito positivo, la comunicazione delle somme dovute indicherà l’importo da versare e le scadenze previste per i pagamenti.

Pagamenti fino a 54 rate bimestrali

Per i contribuenti che scelgono di dilazionare il pagamento è prevista la possibilità di arrivare fino a 54 rate bimestrali di pari importo, fermo restando che ciascuna rata non può essere inferiore a 100 euro. Sulle somme versate a rate maturano interessi del 3% annuo a partire dal 1° aprile 2027.

Il termine per versare la prima rata, oppure l’intero importo in caso di pagamento in un’unica soluzione, è fissato al 31 marzo 2027.

L’elenco ufficiale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente di verificare quali amministrazioni abbiano aderito alla misura. Per conoscere la propria posizione, il contribuente deve inoltre controllare nell’area personale del portale quali carichi risultino effettivamente ammessi alla definizione agevolata.