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Bollo auto, l’Upb avverte: l’esenzione dal 2027 rischia di indebolire le finanze regionali
Di Giampiero Cinelli
Eliminare il bollo auto dal 2027 potrebbe alleggerire le spese delle famiglie italiane, ma una sua eliminazione permanente avrebbe conseguenze sull’autonomia finanziaria delle Regioni. A richiamare l’attenzione su questo aspetto è l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che ha esaminato gli effetti della possibile cancellazione del tributo, evidenziando i rischi per le entrate regionali e per gli equilibri del federalismo fiscale.
La misura consentirebbe ai contribuenti di risparmiare diverse centinaia di euro, ma comporterebbe anche la rinuncia a una delle principali fonti di gettito delle amministrazioni regionali. Il problema riguarda soprattutto le modalità con cui lo Stato potrebbe compensare le risorse non più incassate dagli enti territoriali.
Il rischio di una maggiore dipendenza delle Regioni dallo Stato
Secondo l’Upb, l’eventuale soppressione del bollo auto solleva interrogativi che vanno oltre il beneficio economico immediato per gli automobilisti.
Il tributo rappresenta infatti una delle principali entrate tributarie regionali. La sua eliminazione, in assenza di strumenti alternativi, richiederebbe una compensazione finanziaria per evitare una riduzione delle risorse a disposizione delle amministrazioni.
Se il mancato gettito venisse coperto attraverso trasferimenti statali, si determinerebbe un meccanismo capace di indebolire la responsabilità fiscale delle Regioni. Inoltre, il ricorso a risorse provenienti dal bilancio centrale rischierebbe di cristallizzare nel tempo la distribuzione dei finanziamenti, riducendo la capacità degli enti territoriali di rispondere autonomamente alle proprie esigenze.
L’analisi si inserisce in un quadro nel quale l’autonomia finanziaria regionale risente già della mancata attuazione del federalismo fiscale. L’abolizione di un tributo proprio potrebbe quindi accentuare le difficoltà di un sistema nel quale il rapporto tra autonomia delle entrate e responsabilità della spesa rimane un elemento centrale.
I benefici per le famiglie e il peso della potenza dei veicoli
L’Ufficio parlamentare di bilancio prende in considerazione anche gli effetti distributivi della possibile esenzione.
Secondo i dati richiamati nell’analisi, l’85% delle famiglie possiede un’automobile, indipendentemente dalla presenza di figli. La diffusione del tributo rende quindi la sua eventuale abolizione una misura capace di interessare una quota molto ampia della popolazione.
Il vantaggio economico non sarebbe tuttavia uguale per tutti. Poiché l’importo del bollo dipende sostanzialmente dalla potenza del veicolo, il risparmio sarebbe maggiore per i proprietari delle automobili più potenti.
L’esenzione avrebbe quindi effetti differenti a seconda delle caratteristiche dei mezzi posseduti e della composizione dei nuclei familiari.
Auto fino a 80 kW, gli effetti sui nuclei meno abbienti
Una parte significativa dell’analisi riguarda le vetture con potenza fino a 80 kW, maggiormente diffuse tra le famiglie con minori disponibilità economiche.
Secondo i dati dell’Upb, questa categoria comprende il 45% dei veicoli e il 65% degli intestatari. Inoltre, il 73% delle famiglie che possiedono almeno un’automobile dispone di un mezzo con potenza non superiore a questa soglia.
Per le famiglie numerose, l’eventuale abolizione del tributo determinerebbe un incremento della capacità di spesa pari a 133 euro.
Il dato evidenzia come la cancellazione del bollo potrebbe offrire un beneficio concreto anche ai nuclei economicamente più esposti, pur restando differenziato l’importo del risparmio in funzione della potenza dell’automobile.
L’Upb: valutare insieme il sostegno alle famiglie e gli effetti sui bilanci pubblici
L’Ufficio parlamentare di bilancio riconosce che l’eliminazione del bollo potrebbe rappresentare un sostegno alle famiglie, soprattutto in una fase caratterizzata dalle difficoltà legate al costo della vita.
Allo stesso tempo, invita a considerare le conseguenze strutturali di una misura che inciderebbe su un’importante fonte di finanziamento delle Regioni.





