Politica
Sanità, Zaffini: «Il SSN va misurato sui bisogni, non sul Pil»
Di Alessandro Caruso
(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
Il Servizio sanitario nazionale resta sotto pressione, ma i dati vanno letti senza semplificazioni. È la posizione di Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari sociali e Sanità del Senato, che interviene sul Rapporto GIMBE sul Servizio sanitario nazionale, presentato mercoledì alla Camera dall’omonima Fondazione, ricordando anzitutto come lo stesso documento riconosca al sistema italiano buoni esiti di salute, elevata aspettativa di vita e bassa mortalità evitabile.
Zaffini contesta in particolare la lettura dei cosiddetti «tagli invisibili»: «Nei bilanci ci sono 17,5 miliardi in più in quattro anni e il Fondo sanitario è il più alto di sempre». Il nodo, sostiene, è superare il rapporto rigido tra spesa sanitaria e Pil e misurare invece le risorse sui bisogni effettivi, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione.
Restano però criticità reali. Sulle liste d’attesa, Zaffini riconosce che il problema «non va minimizzato» e indica come priorità la disponibilità di dati certi sulle prestazioni erogate nei tempi previsti. Sul personale, distingue invece tra medici e infermieri: per questi ultimi ammette una carenza strutturale, con un rapporto di 1,3 infermieri per medico contro 2,5 e retribuzioni inferiori rispetto alla media.
Quanto al PNRR, la sfida si sposta ora dai cantieri al personale che dovrà rendere operative le nuove strutture. Il passaggio successivo, secondo Zaffini, sarà definire il costo reale dei LEA Regione per Regione e costruire una programmazione fondata su bisogni, accesso alle cure e capacità effettiva del sistema.





