Politica
Autonomia differenziata, primo sì della Liguria. Bucci: «Ora siamo più forti». Il Pd attacca
Di Giuliana Mastri
Primo via libera della Liguria all’autonomia differenziata. Il Consiglio regionale ha approvato gli schemi d’intesa con il governo sulle quattro materie individuate: Protezione civile, professioni, previdenza sociale e integrativa e finanza pubblica regionale. La maggioranza di centrodestra ha votato a favore, mentre le opposizioni si sono espresse contro.
Il passaggio inserisce la Liguria nel percorso previsto dalla riforma promossa dal ministro Roberto Calderoli, che permette alle Regioni a statuto ordinario di chiedere allo Stato maggiore autonomia legislativa e amministrativa su un massimo di 23 materie. La Regione ha siglato una pre-intesa su quattro competenze che non richiedono la definizione dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, e che riguardano professioni, previdenza complementare e gestione economico-sanitaria della sanità.
Il presidente della Regione Marco Bucci rivendica la scelta come uno strumento per rendere l’amministrazione più efficiente. «Oggi compiamo un passo concreto e importante verso una Regione più forte, veloce e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini», ha dichiarato. Per Bucci, «autonomia differenziata non significa dividere il Paese, ma dare ai territori maggiori strumenti e responsabilità per poter intervenire con più rapidità ed efficacia».
Bucci: più autonomia per intervenire rapidamente
Il governatore ha indicato alcuni esempi dei possibili effetti della riforma, citando la possibilità di intervenire con maggiore rapidità durante un’alluvione e, per quanto riguarda le novità sulla Protezione civile, di aggiungere risorse a quelle del Servizio sanitario nazionale.
Sul fronte finanziario, l’obiettivo indicato da Bucci è fare in modo che una maggiore autonomia nella gestione delle risorse consenta di valorizzare le economie ottenute attraverso una spesa più efficiente, destinandole alle necessità considerate più urgenti del sistema regionale.
L’iter, tuttavia, è ancora lungo. Dopo i passaggi regionali dovrà proseguire il confronto previsto dalla procedura e sarà necessaria l’approvazione del Parlamento. Soltanto successivamente le leggi regionali attuative potranno rendere operative le nuove competenze.
Il Pd: «Un regalo per la Lega»
Il centrosinistra contesta sia il merito sia l’opportunità politica dell’iniziativa. Il Pd ha parlato di «marchetta alla Lega», sostenendo che l’approvazione degli schemi d’intesa rappresenti un regalo al Carroccio in vista del raduno di Pontida. Un riferimento respinto da Bucci, secondo il quale la decisione non è legata all’appuntamento politico leghista.
Il presidente della Regione ha inoltre annunciato che l’autonomia differenziata consentirà alla Liguria di istituire un albo degli skipper. Più complesso il capitolo sanitario. Il giornale evidenzia come gli schemi d’intesa siano simili per Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte nonostante condizioni sanitarie ed economiche differenti. «La sanità lombarda ha i conti in equilibrio. Per chi ha i conti in ordine è uno strumento concreto, per la Liguria è una facoltà che i conti reali non permettono di esercitare», ha osservato Bucci.
Le critiche delle opposizioni riguardano anche il rischio di accentuare le differenze territoriali. Selena Candia di Avs sostiene che «per essere davvero differenziata, l’autonomia dovrebbe partire dalle specificità dei territori» e osserva che, se il modello è quasi uguale per tutti, la diversa capacità economica e fiscale delle Regioni rischia di produrre differenze nei servizi e nei diritti. Stefano Giordano del M5S contesta invece alla radice l’impostazione: «Non è autonomia, ma la frammentazione dello Stato».
Le cautele delle imprese
Anche il mondo economico ligure guarda alla riforma con alcune riserve. Confindustria Liguria, pur considerando l’autonomia un possibile fattore di sviluppo, chiede criteri precisi per evitare un’eccessiva frammentazione e la moltiplicazione di normative e prassi differenti tra i territori.
Per il sistema produttivo viene inoltre indicata la necessità di valutare attentamente costi e benefici economici e sociali delle nuove competenze. Confcommercio sottolinea l’esigenza di evitare disparità eccessive tra territori, mentre Confartigianato richiama la necessità di stabilire quali funzioni possano essere differenziate senza compromettere diritti che devono invece essere garantiti in maniera uniforme.
Sul fronte sindacale, infine, la Cgil ha convocato per oggi una conferenza stampa dal titolo esplicitamente contrario alla riforma: «L’autonomia insalsa ligure è inutile e dannosa per i cittadini».





