Economia

BCE, secondo rialzo dei tassi nel 2026: depositi al 2,50%

10
Settembre 2026
Di Giampiero Cinelli

La Banca centrale europea alza nuovamente i tassi di interesse, mettendo a segno il secondo rialzo del 2026. La decisione, in linea con le attese, porta il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginali al 2,90%.

La decisione è arrivata al termine della riunione del Consiglio direttivo guidato dalla presidente Christine Lagarde. Questa volta l’appuntamento si è svolto a Berlino, anziché nella consueta sede della BCE a Francoforte. Alle 14:45 ha preso il via la conferenza stampa della presidente per illustrare le scelte di politica monetaria adottate dall’Eurotower.

Il nuovo intervento sui tassi arriva mentre sui mercati cresce il timore di un orientamento più restrittivo della BCE, alimentato soprattutto dalla nuova corsa dei prezzi dell’energia. Il Brent, dopo aver superato i 100 dollari al barile, ha oltrepassato anche quota 102 dollari, aumentando l’attenzione sulle possibili conseguenze per l’inflazione e, di riflesso, sulle prossime mosse della politica monetaria europea.

La BCE aggiorna le stime su Pil e inflazione

La riunione non ha riguardato soltanto il costo del denaro. Con il comunicato diffuso alle 14:15, la BCE ha presentato anche le nuove previsioni economiche dello staff sull’Eurozona, aggiornando il quadro atteso per la crescita e per l’inflazione.

Le nuove stime su Pil e andamento dei prezzi assumono un peso particolare in una fase nella quale il rincaro del petrolio rischia di modificare nuovamente le prospettive inflazionistiche. Il mercato guarda quindi alle indicazioni provenienti da Francoforte per capire quanto la nuova pressione energetica possa incidere sulla traiettoria futura dei tassi.

La reazione degli investitori interessa direttamente anche le principali Borse europee. Sotto osservazione il Ftse Mib di Piazza Affari, insieme al Dax di Francoforte e al Cac 40 di Parigi. L’attenzione si estende al Ftse 100 di Londra, pur trattandosi di un mercato esterno all’Eurozona.

Dai BTP all’euro, mercati in attesa anche della Fed

Il rialzo deciso dalla BCE si riflette inoltre sull’andamento dei titoli di Stato, con particolare attenzione ai BTP italiani, e sul mercato valutario, dove gli investitori seguono il rapporto tra euro e dollaro.

Petrolio, obbligazioni, cambi e listini diventano così i principali indicatori attraverso i quali misurare la risposta dei mercati alla nuova stretta monetaria. Sullo sfondo resta anche il confronto con gli Stati Uniti: la Federal Reserve tornerà a riunirsi mercoledì 16 settembre 2026.

La combinazione tra il secondo aumento dei tassi BCE dall’inizio dell’anno, le nuove proiezioni macroeconomiche e il petrolio sopra i 100 dollari riporta quindi al centro dell’attenzione il rapporto tra inflazione e politica monetaria, dopo che il nuovo shock sui prezzi energetici ha aumentato le aspettative di una linea più restrittiva da parte della banca centrale europea.

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