Politica

Legge elettorale: tra riforme ricorrenti, disaffezione dei cittadini e una proposta per il futuro

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Luglio 2026
Di Daniele Ricciardi*

La discussione sulla legge elettorale è tornata al centro del dibattito politico con il testo “Bignami bis”, ora all’esame della Camera. Una riforma che interviene su soglie, premi di maggioranza, coordinamento tra Camera e Senato e modalità di voto, nel tentativo dichiarato di rafforzare la governabilità. Eppure, al di là dei contenuti tecnici, il dibattito sulla legge elettorale è un esercizio che l’Italia ripete da decenni: dalla Prima Repubblica a oggi, ogni stagione politica ha cercato di riscrivere le regole del voto, convinta che la formula perfetta potesse risolvere problemi strutturali che, in realtà, dipendono da ben altro.

Un rito che appassiona la politica, non i cittadini

La legge elettorale è uno dei temi che più appassiona partiti, leader e candidati. È comprensibile: definisce il modo in cui si conquista il potere, come si formano le maggioranze, quali equilibri si creano tra territori e coalizioni. Molto meno, però, interessa ai cittadini, che vivono queste continue alchimie come un dibattito autoreferenziale, lontano dall’amministrazione attiva dei loro problemi quotidiani.

Chi si confronta con servizi, infrastrutture, scuole, ospedali, mobilità, sicurezza, vede la legge elettorale come un rumore di fondo: un meccanismo che cambia spesso, ma che raramente incide sulla qualità delle risposte che lo Stato riesce a dare. La distanza tra politica e cittadini nasce anche da qui: si discute di soglie, premi, preferenze, ma molto meno di come rendere più semplice, trasparente ed efficace il rapporto tra elettore e istituzioni.

Una proposta: collegi per competenze, non solo per territorio

Per uscire da questo ciclo infinito di riforme tecniche, potrebbe essere utile introdurre un principio nuovo: non basta eleggere rappresentanti per territorio, serve eleggere rappresentanti per competenza.

Il Parlamento lavora attraverso commissioni che richiedono conoscenze specifiche, capacità di lettura dei dossier, esperienza nei settori strategici. Oggi, invece, la composizione delle commissioni è spesso frutto di equilibri interni ai gruppi parlamentari, non di reali competenze. Una legge elettorale che integri la dimensione territoriale con quella delle competenze potrebbe cambiare radicalmente la qualità della rappresentanza.

La proposta è semplice:

• i candidati dichiarano l’area di competenza in cui intendono operare (sanità, energia, digitale, infrastrutture, scuola, difesa, finanza pubblica, ecc.);

• le liste garantiscono una rappresentanza minima di competenze certificate da esperienze professionali o accademiche;

• l’elezione consente ai parlamentari di sedere nelle commissioni corrispondenti, evitando improvvisazioni;

• il Parlamento diventa un luogo dove chi decide sa di cosa parla, e non deve rincorrere dossier che non conosce.

Non è tecnocrazia: è responsabilità democratica. La politica resta sovrana, ma la competenza diventa un prerequisito, non un optional.

Perché serve una “campagna elettorale della competenza”

Solo una campagna elettorale fondata sulle competenze può evitare che il dibattito pubblico continui a girare attorno a slogan, promesse generiche e discussioni astratte. Le crisi che incombono — geopolitiche, energetiche, industriali, demografiche — richiedono un livello di preparazione che non può essere improvvisato.

I cittadini non chiedono alchimie elettorali: chiedono soluzioni. E le soluzioni arrivano solo se chi decide ha le competenze per farlo.

Conclusioni

La riforma della legge elettorale è importante, ma non può essere l’ennesimo esercizio di ingegneria politica. Serve un salto culturale: riconoscere che la qualità della democrazia dipende dalla qualità delle persone che la rappresentano. Una legge elettorale che valorizzi le competenze, oltre ai territori, potrebbe riportare il Parlamento su un terreno concreto, lontano dall’aria fritta e vicino ai problemi reali del Paese.

*Esperto in contratti pubblici e anticorruzione – Presidente di ASSORUP