Ambiente
La PATH lancia un Osservatorio su tecnologia digitale e ambiente
Di Giuliana Mastri
Le tecnologie digitali possono migliorare la vita dell’uomo e dell’ambiente, agendo da «abilitatore» della sostenibilità: trasformano processi inefficienti in sistemi ottimizzati che consumano meno risorse. Grazie a loro sono nate, ad esempio, le reti intelligenti che usano l’intelligenza artificiale per gestire la distribuzione elettrica in tempo reale, riducendo gli sprechi e integrando meglio le fonti rinnovabili. Sono strumenti preziosi anche nell’agricoltura di precisione, dove consentono di somministrare acqua, fertilizzanti e pesticidi solo dove e quando servono, abbattendo drasticamente l’inquinamento del suolo. Eppure le stesse tecnologie sono spesso esse stesse inquinanti: i rifiuti elettronici e i data center – cuore pulsante del web – bruciano l’equivalente di quattromila alberi all’anno e consumano circa il 2% dell’elettricità mondiale.
È in questo quadro contraddittorio che la PATH, Pontificia Accademia di Teologia, ha deciso di lanciare un Osservatorio sul contributo all’ambiente delle tecnologie digitali, con l’obiettivo di monitorare il rapporto tra costi e benefici, promuovere un uso etico e sostenibile e distinguere le tecnologie virtuose da quelle che aggravano le condizioni di un pianeta già sotto pressione.
La presentazione e i relatori
La presentazione ufficiale si terrà lunedì 18 maggio, alle ore 15, presso la Sala Marconi di Palazzo Pio, sede dei Media vaticani. L’evento cade a pochi giorni dall’anniversario dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco sulla cura della Casa comune – pubblicata il 24 maggio 2015 – e dalla visita pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra, in Campania, terra ferita dall’inquinamento. Nel corso di quella visita il Pontefice incontrerà le famiglie delle vittime, i sindaci e i fedeli della «Terra dei Fuochi», tristemente nota per un grave disastro ambientale e sanitario legato alle attività della criminalità organizzata: sversamento illecito di rifiuti tossici, vasti roghi per smaltire l’immondizia, contaminazione della catena alimentare e proliferare di patologie gravi, tra cui tumori, leucemie nei più piccoli e malformazioni congenite.
Tra i relatori figurano monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, padre Giuseppe Marco Salvati, segretario della PATH, Maria Siclari, direttore generale dell’ISPRA, e Daniela Alba, del Segretariato per la Giustizia Sociale e l’Ecologia. Interverrà anche Maria Vittoria Trussoni di NTT DATA, con una testimonianza sulle applicazioni della tecnologia a favore di un mondo più sostenibile.
I temi dell’Osservatorio
Al centro del lavoro dell’Osservatorio ci sono lo sfruttamento delle risorse naturali e le sue conseguenze ambientali e sociali, il crescente fabbisogno energetico delle infrastrutture digitali, la nuova «ecologia dell’uomo» tra ambiente digitale e relazioni sociali, e l’impatto delle tecnologie sui giovani – tra dipendenze, contenuti distorcenti e impoverimento delle relazioni – in un contesto ancora privo di adeguata regolamentazione. L’Osservatorio intende inoltre elaborare proposte rivolte ai grandi attori tecnologici per un impegno costante nel contenimento delle emissioni e dei consumi energetici a livello globale.
Nel solco della Laudato si’
L’iniziativa si inscrive nel magistero della Chiesa e trae ispirazione diretta dalle parole che Papa Leone XIV ha rivolto all’Accademia il 13 settembre scorso, auspicando «ulteriori e sempre più intensi scambi, per iniziative incisive e feconde» a tutela della terra. Il Pontefice aveva affermato che «la sostenibilità ambientale e la custodia del creato sono impegni irrinunciabili per la sopravvivenza del genere umano» e che «qualsiasi sforzo per migliorare le condizioni ambientali e sociali del nostro mondo richiede l’impegno di tutti, ciascuno per la sua parte, in un atteggiamento di solidarietà e collaborazione che superi barriere e limiti regionali, nazionali, culturali e anche religiosi».
«L’Osservatorio è chiamato a crescere nel terreno della responsabilità condivisa», afferma monsignor Staglianò. «Il mondo digitale oggi è strettamente connesso al tema dei conflitti: non può esserci vera pace senza una tecnologia che rispetti l’uomo, le relazioni e il creato. Intendiamo offrire uno spazio di confronto e di approfondimento teologico capace di sensibilizzare il mondo delle imprese e degli attori economici verso un uso della tecnologia che sia realmente sostenibile, eticamente orientato e attento alla dignità della persona umana. Solo così l’innovazione potrà diventare alleata della custodia del creato e promotrice di una convivenza autenticamente pacifica, giusta e solidale».





