Politica
Bonus porta blindata 2026: detrazione al 50% sulla prima casa, ecco come funziona
Di Giuliana Mastri
Nel 2026 chi installa una porta blindata sulla propria abitazione principale può detrarre il 50% della spesa in dieci anni, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. La misura rientra nel più ampio bonus sicurezza previsto dall’articolo 16-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi e non richiede l’avvio di una ristrutturazione generale: la sostituzione della porta di casa è classificata come intervento di edilizia libera, senza necessità di CILA o SCIA, salvo che l’edificio si trovi in aree soggette a vincolo paesaggistico o storico.
Per le seconde case, le abitazioni di villeggiatura e gli immobili tenuti a disposizione, l’aliquota scende al 36% e il tetto massimo si dimezza a 48.000 euro. In entrambi i casi il beneficio non è un rimborso immediato ma un abbattimento progressivo dell’IRPEF lorda, distribuito in quote annuali. Non sono ammessi né lo sconto diretto in fattura né la cessione del credito: l’unica via di recupero è la dichiarazione dei redditi.
Il bonus spetta non solo ai proprietari ma anche a usufruttuari, inquilini con contratto regolarmente registrato, comodatari e familiari conviventi. È escluso per le nuove costruzioni: l’agevolazione si applica unicamente a fabbricati preesistenti e regolarmente accatastati, in totale conformità urbanistica.
Le spese detraibili vanno oltre il costo del prodotto: rientrano nel beneficio anche il trasporto dei materiali, la manodopera specializzata per la posa in opera, i ripristini murari, i rilievi tecnici preliminari e gli eventuali diritti di segreteria per le autorizzazioni locali. Il bonus copre inoltre la combinazione con sistemi elettronici come allarmi e antifurti, cumulando le relative spese.
Sul fronte dell’IVA, i serramenti sono classificati come «beni significativi»: si applica quindi l’IVA mista, con l’aliquota agevolata del 10% limitata alla manodopera e a una quota equivalente del valore del bene, e quella ordinaria del 22% sulla parte restante.
Per accedere all’agevolazione è obbligatorio pagare tramite bonifico parlante, con causale che riporti il riferimento all’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa installatrice. Contanti, assegni e carte di credito ordinarie sono esclusi: il mancato rispetto di questa regola comporta la decadenza immediata dal beneficio. La fattura deve inoltre scorporare in modo analitico il costo dei materiali da quello della manodopera.
La comunicazione all’ENEA non è richiesta quando l’intervento riguarda esclusivamente la sicurezza antieffrazione e non migliora le prestazioni energetiche dell’immobile. Diventa invece obbligatoria solo se il nuovo infisso garantisce anche un miglioramento dell’isolamento termico e il contribuente sceglie di accedere all’ecobonus anziché al bonus sicurezza. Per le pratiche ENEA 2026, la piattaforma telematica è attiva da gennaio.
Gli esperti raccomandano infine di scegliere serramenti certificati in Classe 3 o Classe 4 antieffrazione, che garantiscono la tenuta strutturale contro attacchi condotti con utensili manuali o attrezzature elettriche.





