Cronache USA
Iran, due aerei Usa abbattuti, Trump di nuovo sbugiardato
Di Giampiero Gramaglia
La vicenda dei due aerei abbattuti ieri da fuoco ostile nei cieli iraniani e le ricerche tuttora in corso per recuperare l’unico aviatore tuttora disperso dei tre a bordo dei due velivoli – gli altri due sono stati recuperati – domina le cronache di guerra questa mattina. Nel discorso alla Nazione fatto mercoledì scorso, il presidente Usa Donald Trump aveva affermato che l’Iran non ha più “strumenti anti-aereo” e che i suoi radar sono stati “annichiliti”: il Washington Post evidenzia in prima pagina come il magnate presidente sia stato per l’ennesima volta sbugiardato dai fatti.
I due aerei abbattuti ieri sono i primi raggiunti da fuoco ostile in questa guerra che giunge al termine delle cinque settimane.
Un’altra notizia che riguarda il conflitto è in grande rilievo sui maggiori media Usa questa mattina: la richiesta al Congresso, da parte della Casa Bianca, di una spesa senza precedenti per la difesa nell’anno fiscale prossimo venturo, dell’ordine di 1500 miliardi di dollari, con un aumento del 44%, solo parzialmente compensato dal taglio di 73 miliardi di dollari per spese federali non militari.
Fra gli investimenti proposti, l’attuazione del sistema di difesa anti-missile propugnato da Trump ‘Golden Dome’, un aumento del 7% del soldo per i militari e investimenti per un utilizzo militare dell’Intelligenza artificiale.
Al di fuori degli scenari di guerra, desta interesse la notizia che l’economia statunitense ha creato nel mese di marzo 178 mila posti di lavoro senza contare l’agricoltura e che la disoccupazione s’è lievemente ridotta al 4,3%. Un dato ben migliore delle previsioni, dopo che a febbraio c’era stata una perdita di 133 mila posti di lavoro.
Iran: guerra, gli aerei abbattuti e le operazioni di soccorso
Facciamo il punto sulla vicenda dei due aerei abbattuti nella giornata di ieri in momenti e luoghi diversi: un caccia bombardiere F-15E con due persone a bordo, caduto sul sud-ovest dell’Iran – almeno uno degli occupanti s’è eiettato ed è stato recuperato -; e un aereo d’attacco A-10, con solo il pilota, che s’è schiantato “nella regione del Golfo”.
Si ignora in che missioni i due aerei fossero impegnati. E non si conoscono neppure le circostanze del recupero dei due piloti e le loro condizioni. Due elicotteri Black Hawk coinvolti nelle operazioni di soccorso sono statu a loro volta colpiti: ci sono stati feriti a bordo, ma i due velivoli hanno potuto rientrare alla base.
Dall’inizio dell’aggressione israelo-americana all’Iran il 28 febbraio, s’era finora avuta notizia solo di un incidente aereo: una collisione in volo fra due aerei cisterna Usa, che aveva causato la morte di sei militari a bordo di uno dei due velivoli. Il bilancio delle perdite americane in questa guerra era, fino a ieri, di 13 caduti e quasi 300 feriti.
Nonostante gli episodi di ieri, le fonti ufficiali israeliane e americane confermano i loro resoconti positivi sull’andamento del conflitto, che va avanti con bombardamenti e lanci di missili sull’Iran che risponde in modo sporadico su Israele e i Paesi del Golfo, colpendo anche interessi americani nella Regione. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ieri vantato che “l’aviazione israeliana ha distrutto il 70 per cento dell’industria dell’acciaio in Iran”. Israele porta pure avanti le operazioni in Libano.
Resta il problema della chiusura alla navigazione dello Stretto di Hormuz, che rallenta i rifornimenti di gas e di petrolio per mezzo Mondo. Davanti ai rischi di un’emergenza energia, la premier italiana Giorgia Meloni ha intrapreso una missione lampo in Arabia Saudita e nel Golfo – Emirati e Qatar -: è la prima leader occidentale a recarsi in visita nell’area del conflitto, con gli obiettivi intrecciati della sicurezza energetica, della riapertura dello Stretto di Hormuz e delle cessazione del conflitto.
Alla Casa Bianca, si ipotizzano a giorni ulteriori avvicendamenti nella squadra di governo. Dopo l’uscita di scena di Kristi Noem – sicurezza interna – e di Pam Bondi – giustizia -, Trump vorrebbe evitare un grosso rimpasto, ma il responsabile del Commercio Howard Lutnick, il cui nome compare nei ‘files Epstein’, e la segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer sono giudicati “vulnerabili” da fonti interne all’Amministrazione Trump 2, mentre le quotazioni della pur discutissima direttrice della National Intelligence Tulsi Gabbard sarebbero in rialzo,
Todd Blanche ha assunto l’interim della Giustizia, al posto di Bondi: da un avvocato di Trump all’altro, la priorità resta quella di perseguire coloro che il magnate presidente considera suoi nemici.





