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Iran, guerra: Trump rinvia di nuovo ultimatum a dopo Pasqua
Di Giampiero Gramaglia
Il presidente Usa Donald Trump rinvia l’ultimatum all’Iran che doveva scadere nella notte tra oggi e domani e che ora scivola al 6 aprile, dopo Pasqua, mentre dal conflitto e dai negoziati per chiuderlo – se davvero ci sono – vengono indicazioni contraddittorie.
La scorsa settimana, Trump aveva fissato a lunedì 23 l’inizio degli attacchi con bombe e missili sulle installazioni energetiche iraniane, in assenza di un accordo; e, lunedì, aveva poi spostato l’ultimatum al 28 marzo.
Ieri, il magnate presidente aveva fatto discorsi molto aggressivi contro l’Iran, minacciando di nuovo di “obliterare” i suoi impianti e i suoi terminali, se non avesse riaperto alla navigazione lo Stretto di Hormuz, dove transita un quinto del petrolio mondiale.
Ma, dopo le sortite di Trump, i mercati mondiali avevano vacillato con le peggiori perdite alla borsa di Wall Street dall’inizio della guerra, quattro settimane or sono, il 28 febbraio, e i prezzi di petrolio e di gas erano di nuovo schizzati in alto. Tutto ciò ha indotto il magnate presidente a invertire rotta da un momento all’altro, dandone comunicazione al mondo con un post sul suo social Truth e facendo risalire il colpo di freno a una richiesta di Teheran.
Il fronte delle trattative resta nebbioso, dopo lo scambio verbale di richieste reciprocamente inaccettabili tra Washington e Teheran. I bollettini di guerra si succedono e si ripetono: Usa e soprattutto Israele conducono attacchi massicci: l’Iran risponde in modo sporadico, ma occasionalmente efficace; in Libano, Israele prosegue l’occupazione del sud del Paese fino al fiume Litani e i bombardamenti. Il computo delle vittime s’aggrava di giorno in giorno, in assenza, però, di fati ufficiali e attendibili.
Israele ha ieri annunciato di avere ucciso il capo della marina delle Guardie della Rivoluzione, commodoro Alireza Tangsiri, l’uomo che sovrintendeva alla chiusura dello stretto di Hormuz, individuato dall’intelligence israeliana insieme ad altri alti ufficiali della marina iraniana.
Accanto alle notizie sulla guerra in Iran, i principali media Usa hanno oggi due notizie interne, sempre con Trum protagonista. La prima è che la firma del presidente figurerà – per la prima volta in 250 anni di storia degli Stati Uniti – sui dollari cartacei, accanto a quella rituale del segretario al Tesoro. Ciò accadrà – è stato spiegato – proprio per celebrare il 250.o anniversario dell’indipendenza Usa, che cade il 4 luglio – il dollaro a firma Trump uscirà, però, in autunno -. Molti media ipotizzano che l’egocentrismo del presidente non sia estraneo alla decisione.
La seconda notizia è che Trump ha firmato un ordine esecutivo per pagare, comunque, lo stipendio al personale addetto alla sicurezza degli aeroporti americani, pur perdurando il parziale shutdown dei servizi pubblici federali legati alla sicurezza interna. Negli scali Usa, il traffico è da giorni perturbato per la lentezza dei controlli all’imbarco: senza certezza della retribuzione, il personale, infatti, non si presenta al lavoro. l’Amministrazione aveva provato ad ovviare all’inconveniente inviando agenti della polizia anti-migranti, la ‘famigerata’ Ice, senza però ottenere risultati.
Il provvedimento ora preso dovrebbe rendere meno caotiche le vacanze di Pasqua degli americani che se le possono permettere, visto l’aumento del costo dei biglietti conseguente all’aumento dell’energia dopo l’aggressione all’Iran di Usa e Israele.





