Salute

Farmaco accessibile, la “rivoluzione gentile” della prossimità entra nel vivo: dalla distribuzione ospedaliera alla farmacia sotto casa

27
Marzo 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

Spostare il baricentro del sistema, portando sempre più farmaci fuori dagli ospedali e dentro le farmacie sotto casa. È questa la direttrice indicata da Marcello Gemmato durante il convegno “Il farmaco accessibile: la rivoluzione gentile della prossimità”, al Ministero della Salute, dove istituzioni, regolatori e operatori del settore si sono confrontati sull’evoluzione della distribuzione farmaceutica dopo la riorganizzazione introdotta con la Legge di Bilancio 2024.

Il percorso, ha spiegato il sottosegretario, è già avviato e destinato ad accelerare: «Abbiamo spostato due categorie di farmaci, le gliptine e le glifozine. Entro il 30 marzo inseriremo nuove categorie, come previsto dalla legge di Bilancio». L’obiettivo è chiaro e di sistema: trasferire progressivamente fino al 90% dei medicinali oggi distribuiti in ospedale verso il territorio, attraverso le farmacie pubbliche e private convenzionate, semplificando i percorsi e rendendo l’accesso più immediato per i cittadini, in particolare per i pazienti cronici e anziani. «Il passaggio dei farmaci dalla diretta alla convenzionata non ha determinato un aumento di spesa, ma solo uno spostamento», ha precisato Gemmato, evidenziando come per alcune categorie, come gli antidiabetici, si registrino già risparmi pari a 9,2 milioni di euro in un trimestre, con una proiezione annua di circa 36 milioni, anche grazie alla riduzione dei costi indiretti legati alla gestione ospedaliera e a una migliore aderenza alle terapie.

A fare da cornice al cambiamento è il tema della sostenibilità della spesa pubblica, richiamato anche da Lucia Albano, sottosegretaria all’Economia e alle Finanze, che ha sottolineato come l’evoluzione del modello debba essere accompagnata da una gestione attenta delle risorse e da strumenti di programmazione capaci di tenere insieme accesso alle cure e equilibrio dei conti, in un contesto segnato dalla crescita della domanda sanitaria e dalla diffusione delle patologie croniche.

Sul piano regolatorio e clinico, il presidente dell’AIFA Robert Nisticò ha indicato nella prossimità una leva decisiva per migliorare l’efficacia del sistema: «Il tema centrale è che il cittadino si avvicina al farmaco. È fondamentale arrivare sotto casa, soprattutto in zone interne e con una popolazione sempre più anziana». Un passaggio che incide direttamente sull’aderenza terapeutica, oggi ancora limitata: «Solo metà dei pazienti è aderente alle terapie cardiovascolari e nel diabete siamo al 23,9%. Portare il farmaco vicino al cittadino può migliorare significativamente questi dati». In un Paese tra i più longevi al mondo, ha ricordato Nisticò, la gestione della cronicità passa sempre di più dalla capacità di costruire un sistema accessibile e continuo, in cui la distanza tra paziente e cura si riduca al minimo.

Sul versante dell’organizzazione territoriale, il direttore generale di AGENAS Angelo Tanese ha sottolineato come la riorganizzazione della distribuzione possa contribuire anche a ridurre le disuguaglianze tra territori, a partire dal tema dell’aderenza terapeutica, oggi molto variabile tra le Regioni. «La farmacia dei servizi è uno strumento potente per dare ai cittadini un servizio più vicino e più utile», ha spiegato, evidenziando come una maggiore prossimità possa migliorare la gestione delle patologie croniche, in particolare per pazienti come i diabetici, dove i livelli di aderenza restano ancora disomogenei. La rivoluzione richiamata dal Governo, secondo Tanese, passa però anche da un’integrazione più forte con il digitale: «La prossimità senza il digitale è difficile», ha osservato, indicando nella telemedicina e nella capacità di far viaggiare i dati, più che i pazienti, uno degli elementi chiave per rendere il sistema più accessibile ed efficiente.

La trasformazione in atto, definita dal Governo una “rivoluzione gentile”, si muove dunque lungo una direttrice chiara: rendere il farmaco più vicino ai cittadini, semplificare i percorsi e migliorare l’aderenza terapeutica, senza perdere di vista la sostenibilità economica e la necessità di un governo più coordinato della spesa. Un passaggio che non rappresenta un punto di arrivo ma una traiettoria di cambiamento destinata a ridefinire nel tempo uno degli snodi centrali del Servizio sanitario nazionale.