Economia
Pmi, Unindustria e Confindustria: «Servono più aziende medie»
Di Giuliana Mastri
Far crescere dimensione e patrimonializzazione delle imprese, valorizzare le filiere, aprirsi ai mercati esteri. Sono le priorità emerse dall’evento «PMI oltre l’oggi. Identità Sviluppo Visione» alla Luiss Business School di Roma, dove si sono confrontati i vertici di Unindustria e della Piccola Industria di Confindustria.
Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria, ha inquadrato la sfida nel contesto laziale: «Lo abbiamo inserito nel nostro Piano Industriale della Regione Lazio. Dobbiamo far crescere le aziende nella nostra regione, abbiamo bisogno di un maggior numero di aziende medie». La ricetta, ha spiegato, passa per la valorizzazione delle filiere e per un lavoro su due fronti paralleli: «la cultura d’impresa, sia sul lato degli strumenti finanziari per avere maggior potere e fare un maggior numero di investimenti, sia sul capitale umano». Tra gli strumenti citati, i basket bond per finanziare gli investimenti, la collaborazione in filiera con le grandi imprese per scalare sui volumi e l’accesso ai mercati esteri. L’obiettivo finale è un circolo virtuoso: «Crescendo il volume, crescendo la grandezza dell’azienda, cresce la produttività e crescono anche la possibilità di fare margini, di fare utili che, se reinvestiti a loro volta, creano uno sviluppo ulteriore».
Sulla stessa lunghezza d’onda Fausto Bianchi, presidente della Piccola Industria di Confindustria, che ha rivendicato il ruolo centrale delle PMI nel sistema produttivo nazionale: «La piccola industria non è uno strumento di crescita, ma è la leva. Il Paese deve accorgersi che oggi il nostro tessuto industriale e imprenditoriale si regge su questa dimensione». Bianchi ha sottolineato l’importanza del «modello Lazio», indicandolo come riferimento esportabile a livello nazionale, e ha indicato quattro pilastri operativi per sostenere il sistema: «il credito, la formazione, la digitalizzazione e la managerializzazione, aumentando le competenze delle persone con l’intelligenza artificiale e l’innovazione».





