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Tra voto politico e polemiche, ora le istituzioni facciano tesoro

23
Marzo 2026
Di Gianni Pittella

Il voto va sempre rispettato, perché rappresenta l’espressione più autentica della sovranità popolare e della maturità democratica di un Paese. Ho sostenuto il Sì con convinzione, in una prospettiva socialista e garantista, per rafforzare la terzietà del giudice e l’equilibrio tra accusa e difesa, pilastri essenziali di uno Stato di diritto moderno ed equo. Non è mai stata, né poteva essere, una battaglia contro la magistratura, che nella sua grande maggioranza opera con professionalità, dedizione e spirito di servizio, spesso in condizioni difficili. Né si è trattato di una contesa politica contro qualcuno o contro un governo.

Purtroppo, la campagna referendaria ha progressivamente assunto un contenuto politico che esulava dal merito del quesito, trasformandosi in uno scontro identitario e in una lettura polarizzata che ha finito per allontanare molti cittadini dal cuore della riforma proposta. Il risultato è anche figlio di questa torsione, che ha oscurato il confronto serio e pacato che un tema così delicato avrebbe richiesto.

Resta tuttavia aperta, e non può essere accantonata, la questione della qualità della giustizia e del rafforzamento delle garanzie. È un tema cruciale per la vita dei cittadini e per la credibilità delle istituzioni, che merita di essere affrontato con rigore, competenza e spirito costruttivo, lontano da ogni ideologismo e da ogni tentazione di strumentalizzazione politica.

Allo stesso modo, è indispensabile ricostruire un clima di rispetto e collaborazione tra i poteri dello Stato, superando contrapposizioni che rischiano di indebolire l’intero sistema democratico. La separazione e l’equilibrio tra i poteri non devono mai degenerare in conflitto permanente.

La democrazia italiana, ancora una volta, ha dato prova di vitalità e di forza. Auspico che questo passaggio possa rappresentare un viatico per aprire una fase nuova, fondata su un clima più disteso, su una rinnovata concordia istituzionale e su un senso condiviso di responsabilità. Ne abbiamo bisogno, soprattutto in una fase storica così complessa e carica di sfide, in cui l’unità di fondo del Paese è un valore da custodire con attenzione e lungimiranza.