As-sabru miftahu l-faraj. La pazienza è la chiave del sollievo, recita un antico proverbio arabo. E in questi giorni è di grande insegnamento. Lo dimostra anzitutto l’atteggiamento delle Monarchie del Golfo: Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Bahrain e Kuwait sono rimasti calmi, nonostante fossero colpiti pesantemente dalla reazione dell’Iran all’attacco congiunto Israele-Stati Uniti. Lo conferma l’atteggiamento dell’Unione europea che sta dimostrando resilienza in un momento molto complicato: è il momento di scrivere per la prima volta la U maiuscola davanti ad Unione. Lo testimonia l’atteggiamento del governo Meloni in Italia, con continui appelli all’unità nazionale dopo che un drone shahed ha colpito la base italiana ad Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, fortunatamente senza nessuna conseguenza per i nostri militari, già al sicuro nel bunker sotterraneo della base.
La calma è la virtù dei forti, recita un proverbio italiano. Ed è quello che si ripetono in queste due settimane tutti gli investitori. Ad esempio quelli che avevano scommesso sulla stabilità della quotazione del petrolio, oggi di nuovo col Brent a 100$ al barile dopo tre anni e mezzo. Piccolo consiglio non richiesto: che gli investitori di tutte le tasche fissino lo sguardo sull’Indice americano Vix, che misura il livello di timore in termini di volatilità dei listini americani. Oggi viaggia attorno ai 28 punti, meno di un anno fa afflitto dall’ansia dazi di Trump era a quota 50, nel 2008 con la crisi dei mutui subprime aveva sfiorato gli 80.
Nel caos deve prevalere la calma e lo sguardo della figura d’insieme della situazione. Quello che ci aspettiamo dalle banche centrali occidentali, molto più impegnate a rivestire il ruolo di frigoriferi dell’inflazione che a cercare la piena occupazione. Mantengano la calma e ispirino fiducia. In questa fase ce ne è davvero bisogno.





