L’Unione europea si prepara a definire la nuova Strategia per la parità di genere 2026-2030, un quadro politico che guiderà le iniziative europee nei prossimi cinque anni. Il documento di consultazione elaborato da Equinet – la rete europea degli organismi nazionali per l’uguaglianza – analizza le sfide ancora aperte e propone una serie di priorità politiche per rafforzare i diritti delle donne e l’uguaglianza tra i generi nell’Unione.
La strategia si inserisce nel più ampio progetto europeo di costruire una “Unione dell’uguaglianza”, riconoscendo la parità di genere come diritto fondamentale e valore fondativo dell’UE. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, persistono infatti divari significativi nel mercato del lavoro, nella rappresentanza politica ed economica e nella distribuzione del lavoro di cura. Le donne restano sovrarappresentate nei settori meno retribuiti e sottorappresentate nei ruoli decisionali, mentre le differenze salariali e occupazionali continuano a caratterizzare molti Stati membri.
Secondo il documento, una delle priorità della futura strategia riguarda il rafforzamento degli strumenti per contrastare la violenza di genere, inclusa quella domestica e quella facilitata dalle tecnologie digitali. L’obiettivo è migliorare la prevenzione, l’assistenza alle vittime e l’applicazione delle normative europee recentemente adottate, come la direttiva contro la violenza sulle donne.
Un secondo pilastro riguarda l’uguaglianza economica e nel lavoro. La strategia mira a ridurre il divario salariale e occupazionale, favorire una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e garantire condizioni più equilibrate tra vita professionale e familiare. Tra le misure citate figurano l’attuazione delle direttive sulla trasparenza salariale, sull’equilibrio tra vita privata e lavoro e sull’aumento della presenza femminile nei consigli di amministrazione.
Particolare attenzione viene riservata anche alla dimensione sociale e alla “care economy”, cioè al lavoro di cura spesso svolto in modo non retribuito o sottovalutato. Il documento sottolinea la necessità di rafforzare i servizi di assistenza e di promuovere una distribuzione più equilibrata delle responsabilità familiari tra uomini e donne.
La futura strategia europea intende inoltre adottare un approccio intersezionale, cioè capace di considerare le diverse forme di discriminazione che possono colpire alcune categorie di donne, ad esempio quelle con disabilità, migranti o appartenenti a minoranze. In questo senso, Equinet evidenzia l’importanza di rafforzare il ruolo degli organismi nazionali per l’uguaglianza, che in molti Paesi rappresentano il primo punto di riferimento per le vittime di discriminazione.
Un altro tema emergente riguarda l’impatto delle transizioni digitale e climatica. Il documento sottolinea che le nuove politiche europee in questi ambiti devono essere progettate tenendo conto delle differenze di genere, evitando che le trasformazioni tecnologiche ed economiche amplifichino le disuguaglianze esistenti.
Infine, la strategia punta a migliorare la raccolta e l’utilizzo dei dati sulla parità di genere, rafforzare il coordinamento tra istituzioni europee e Stati membri e garantire finanziamenti adeguati alle politiche per l’uguaglianza.
Il documento di consultazione rientra nel processo avviato dalla Commissione europea per definire la nuova strategia, invitando governi, organizzazioni della società civile e stakeholder a contribuire alla definizione delle priorità politiche. L’obiettivo è trasformare in misure concrete la visione delineata nella “Roadmap for Women’s Rights” adottata nel 2025, che rappresenta la base politica del nuovo ciclo di politiche europee sulla parità di genere.






