Politica

Creator economy, nasce ACE: a Milano il primo simposio nazionale

02
Febbraio 2026
Di Giampiero Cinelli

A Milano, nel Palazzo INPS di Piazza Missori, si è tenuto “We Are Creator Economy”, il primo simposio nazionale interamente dedicato alla creator economy. L’iniziativa è stata promossa da ACE – Associazione Creator Economy, realtà appena costituita dalla fusione tra AICDC e AssoInfluencer, e ha riunito per un’intera giornata istituzioni, creator, piattaforme, media e stakeholder per mettere a fuoco stato dell’arte, criticità e prospettive di un comparto che in Italia vale oltre 4 miliardi di euro l’anno. Secondo i dati richiamati durante i lavori, il settore pesa per più del 60% dei ricavi pubblicitari complessivi online e produce un impatto occupazionale stimato in circa 52 mila posti di lavoro equivalenti a tempo pieno.

Ad aprire il simposio è stata la presidente di ACE, Sara Zanotelli, seguita dai saluti istituzionali. Nel corso della mattinata l’associazione è stata presentata ufficialmente, insieme al nuovo assetto e alle priorità indicate per il 2026: tutele, standard condivisi, mercato e un dialogo strutturato con le istituzioni. «La creator economy non è più soltanto un trend, ma un settore industriale a tutti gli effetti. Quando un comparto diventa maturo ha bisogno di infrastrutture, regole chiare e una rappresentanza autorevole. Il nostro obiettivo è costruire un ecosistema sostenibile, nel quale creatività, mercato e istituzioni possano dialogare in modo performante, strutturato e continuativo», ha dichiarato Zanotelli.

Sulla stessa linea il vice presidente Mauri Valente, che ha sottolineato il passaggio a una fase “adulta” del settore: «È un comparto che ha cambiato i paradigmi della comunicazione e che ora si pone in maniera matura sia nei confronti del mercato che delle istituzioni. La community risponde in maniera positiva e curiosa, con un’associazione che cresce sia in termini di numeri che di credibilità».

Il nodo centrale della giornata è stato il quadro normativo, con un confronto operativo tra associazioni e istituzioni sull’applicazione delle Linee guida e del Codice di condotta per influencer adottati da AGCOM. Nel dibattito sono entrati, in modo concreto, temi come advertising e disclosure, tutela dei minori, affiliazioni, claim e contenuti sensibili, con l’obiettivo di chiarire cosa cambia nella pratica per creator, agenzie e brand. «Le Linee guida e il Codice di condotta influencer adottati da Agcom sono il risultato di un lavoro condiviso con il settore per costruire un nuovo equilibrio tra libertà di impresa e d’espressione, diritti degli utenti e responsabilità dei creator. Non è censura, ma tutela degli utenti, in particolar modo dei minori e dei consumatori, attraverso regole chiare su trasparenza e correttezza dei contenuti. È anche un riconoscimento della professione di influencer, che valorizza chi opera in modo responsabile e rafforza la fiducia nell’ecosistema digitale», ha spiegato Massimiliano Capitanio, commissario AGCOM, a margine del convegno.

Nel corso della discussione è stato inoltre annunciato un output pubblico pensato come strumento di lavoro per il settore: le “FAQ Codice di Condotta 2026”, che ACE punta a rendere disponibili entro marzo.

Il tema del lavoro creativo e delle ricadute sul welfare è stato infine collegato al ruolo delle istituzioni previdenziali. Il presidente INPS, Gabriele Fava, ha richiamato gli aspetti previdenziali e fiscali del comparto, rilanciando l’idea di un patto tra generazioni e istituzioni e di una collaborazione più stretta anche sul fronte della comunicazione pubblica. «Il mondo dei creator è diventato uno dei centri vitali del lavoro contemporaneo. Muove linguaggi, informa milioni di persone e cresce con una rapidità che nessuna istituzione può ignorare. Trecento milioni di professionisti nel mondo, destinati a superare i 550 milioni entro il 2027, e in Italia una larga parte dei brand affida loro la comunicazione. È una realtà ormai strutturale. L’INPS ha iniziato a riconoscerne il profilo con un primo inquadramento. Ora occorre proseguire con rigore, ascolto e tutele adeguate, perché un settore così vivo merita una cornice chiara e all’altezza del suo ruolo», ha affermato Fava.