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Sinistra e violenti, sono ancora “compagni che sbagliano”?
Di Daniele Capezzone
Cerca, cerca, cerca, non si trovano nette dichiarazioni di condanna da parte degli esponenti della sinistra verso i comportamenti violenti dei centri sociali, o anche “solo” degli occupanti abusivi di immobili pubblici e privati.
O, pure quando una condanna c’è, è sempre accompagnata da un “ma”, da un’attenuazione sotto forma di attacco al governo, o comunque di “spiegazione”, se non di aperta giustificazione, di comportamenti che andrebbero censurati senza troppe sfumature.
Come mai? Delle due l’una: o qualcuno ritiene che quei comportamenti riscuotano consenso presso uno spezzone di opinione pubblica che i partiti progressisti non intendono contrariare, oppure c’è ancora – da qualche parte – un retaggio mentale della formula “sono compagni che sbagliano”.
Non sappiamo quale sia l’ipotesi peggiore. O forse sì: una combinazione abbastanza tossica dei due argomenti.





