Cronache USA

Epstein: pubblicati i documenti, ma non sono tutti e sono censurati

20
Dicembre 2025
Di Giampiero Gramaglia

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha diffuso un’enorme quantità di documenti relativi alle vicende giudiziarie del magnate pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere a New York nel 2019. L’attesa notizia, e le relative polemiche, campeggiano in apertura su quasi tutti i maggiori media Usa questa mattina, insieme all’attacco lanciato in Siria dalle forze armate degli Stati Uniti contro obiettivi dell’Isis.

Un’altra notizia che scuote la politica statunitense e solleva interrogativi è l’improvviso e inatteso annuncio, fatto dalla deputata repubblicana di New York Elise Stefanik, della decisione di ritirarsi dalla corsa a governatore dello Stato – contro la governatrice democratica uscente Kathy Hochul – e di non ricandidarsi al seggio di deputato. Stefanik è la seconda suffragetta trumpiana a farsi da parte in poco tempo, dopo la deputata della Georgia Marjoree Taylor-Greene, che lascerà il suo seggio alla fine dell’anno.

Epstein: documenti da spulciare alla ricerca di notizie
Rispettando in extremis la scadenza indicata da una legge varata dal Congresso il mese scorso – entro il 21 dicembre – e firmata dal presidente Donald Trump, il Dipartimento di Giustizia ha ieri iniziato a rendere pubblici i ‘files Epstein’: centinaia di migliaia di pagine, e di fotografie, comprese testimonianze di fronte ai Gran Giurì che, in Florida e a New York, hanno incriminato il pedofilo che conosceva e frequentava un sacco di ‘ricchi e famosi’, anche ex presidenti come Bill Clinton e futuri presidenti come Donald Trump.

I media e l’opinione pubblica, soprattutto quella vicina al movimento Maga, che sostiene Trump, si aspettano rivelazioni compromettenti, specie per il potere politico ed economico. I ‘files Epstein’, mantenuti finora segreti, alimentano da tempo sospetti e teorie cospirative. Il magnate presidente ne aveva promesso la totale diffusione in campagna elettorale, ma, una volta tornato alla Casa Bianca, aveva poi fatto marcia indietro.

Dopo il clamore suscitato da una prima fuga di foto e documenti, che confermano le frequentazioni tra Epstein e Trump, almeno fino all’inizio del XXI Secolo, il Congresso ha varato, praticamente all’unanimità, una legge che impone di rendere pubblico il dossier.

Ma i media, questa mattina, sottolineano che la diffusione dei documenti è ancora incompleta e che vi sono numerosi omissis e censure, allo scopo – è stato detto – di tutelare l’identità delle vittime (un lavoro che, ammette il Dipartimento della Giustizia, rallenta la pubblicazione). Inoltre, ci vorrà del tempo per vagliare tutto il materiale, che copre oltre vent’anni di indagini su Epstein, alcune delle quali sfociate nel nulla. S’è appena scoperto, ad esempio, che denunce presentate contro di lui negli Anni Novanta da vittime minorenni furono archiviate senza darvi seguito: non è chiaro se perché furono ritirate, magari in seguito ad accordi extra-giudiziari, o se perché le indagini non approdarono a nulla.

Siria: Isis sotto attacco
Il Pentagono ha ieri avviato operazioni per “eliminare miliziani, infrastrutture e armamenti dell’Isis dalla Siria”: una ritorsione annunciata, dopo che un attacco condotto da un militare siriano affiliato allo Stato islamico aveva ucciso, la settimana scorsa, nella Siria centrale, tre cittadini statunitensi, due sergenti della Guardia Nazionale dello Iowa e un interprete civile.

Un contingente americano è in Siria dalla metà degli Anni Dieci, come componente della coalizione anti-Isis creata per contrastare l’espansione dello Stato islamico, che controllava un vasto territorio a cavallo di Siria e Iraq.

L’episodio della scorsa settimana e l’azione ora avviata dal Pentagono dimostrano che la situazione nel Paese non è totalmente normalizzata, dopo la cacciata del dittatore Bashar al-Assad e l’avvento al potere di Ahmad al-Shara, un ex capo jihadista apparentemente ‘convertitosi’ alla democrazia e all’alleanza con gli Stati Uniti di Donald Trump, che lo ha ricevuto alla Casa Bianca e ha allentato le sanzioni in atto.