Cultura

Fosse ardeatine: omaggiare per non dimenticare

22
Marzo 2024
Di Alessandro Cozza

“Qui fummo trucidati vittime di un sacrifico orrendo. Dal nostro sacrifico sorga una patria migliore e una duratura pace fra i popoli”. Così recita la lapide all’interno del mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma, dove sono deposti i corpi delle 335 vittime che vennero trucidate proprio lì dai soldati tedeschi. Era il 24 marzo 1944 quando il generale nazista Herbert Kappler decise che ci sarebbero dovute essere 10 vittime italiane per ogni soldato tedesco morto nell’attentato partigiano di via Rasella dove furono uccisi 32 militari appartenenti all’undicesima compagnia del terzo battaglione del reggimento Ss “Bozen”.

Tra gli altri, hanno partecipato alla cerimonia commemorativa del 80esimo anniversario dell’eccidio, insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della comunità ebraica di Roma Victor Fadlun. Dopo la deposizione da parte del Capo dello Stato di una corona sulla lapide che ricorda i caduti del 24 marzo 1944, sono intervenuti il Presidente ANFIM, Francesco Albertelli e il Segretario generale dell’ANFIM, Marco Trasciani, che hanno letto i nomi dei Martiri. La commemorazione è proseguita con la preghiera cattolica recitata dal Mons. Sergio Siddi, Cappellano Militare e la preghiera ebraica officiata dal Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma. Al termine, il Presidente Mattarella ha reso omaggio, all’interno del Mausoleo Ardeatino, alle vittime dell’eccidio.

“Quest’anno è stata una cerimonia particolarmente toccante, intensa, è l’80esimo anniversario. L’eccidio delle Fosse Ardeatine fu la più grande strage urbana della Seconda Guerra Mondiale, fu realizzata con lucida follia e crudeltà, determinazione, dal nazismo col supporto del fascismo, furono uccisi italiani, ebrei, antifascisti, resistenti, per terrorizzare la città di Roma, per intimidire la resistenza. Fu un crimine contro l’umanità drammatico e abbiamo il dovere di ricordarlo, di onorare la memoria di quelle persone”, ha commentato al termine della commemorazione il Sindaco della Capitale Roberto Gualtieri.

Un impegno quello della memoria, che quest’anno coinvolge più che mai i ragazzi con diverse iniziative. La Regione Lazio ha promosso un concorso “Fosse Ardeatine: ricordare e tramandare le storie dei martiri dell’eccidio”, che ha coinvolto 51 scuole, con 72 classi per un totale di circa 1500 studenti. Ad aggiudicarsi il concorso, per la categoria senior, è stato l’Istituto Cine-TV Roberto Rossellini di Roma per il lavoro dal titolo “La strage delle Fosse Ardeatine, la storia che ha sconvolto l’Italia”. Presenti con loro alla cerimonia anche i vincitori della categoria junior, i ragazzi dell’’Ic Nelson Mandela con “Un martire: Renato Villoresi”. Diverse anche le scuole romane impegnate in percorsi di memoria nel corso dell’intero anno. All’istituto comprensivo Visconti c’è una prof. Referente per le iniziative sulla Memoria che alterna incontri didattici a scuola con uscite ai luoghi simbolo della Seconda guerra mondiale, mentre al Liceo Mamiani si svolge il “Progetto della Memoria”. Il 26 marzo, infine, si svolgerà il corteo “335 semi che germogliano ancora”, iniziativa promossa dall’VIII Municipio di Roma insieme all’associazione nazionale ex deportati nei campi di concentramento (Aned), all’Anfim e all’Anpi. “Come negli anni passati, le scuole saranno le protagoniste di questa manifestazione insieme alle associazioni della memoria e ai singoli cittadini”, ha annunciato Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio Roma VIII.

Sono passati 80 anni da quella giornata e di testimoni viventi ce ne sono sempre meno. Molti ragazzi non conoscono tante storie legate all’occupazione nazista dell’Italia, quella delle Fosse Ardeatine è una di queste. Ai più sembrerà sempre la solita cerimonia istituzionale che si fa perché “si deve fare”. E invece no, si fa perché è giusto farla. Perché è sacrosanto ricordare anno dopo quanto successo e sensibilizzare anno dopo anno i ragazzi delle scuole affinche ci sia sempre maggiore consapevolezza di quale male possa fare la violenza.