Cultura

2023, l’anno in cui si chiude definitivamente il XX secolo

02
Gennaio 2023
Di Piero Tatafiore

Questo articolo avrebbe dovuto essere scritto per essere pubblicato il 31 dicembre, ultimo giorno di un anno che, con ogni probabilità, passerà alla storia. Ma qualcosa lasciava che non era ancora finito, che l’ultimo giorno dell’anno avrebbe riservato ancora qualche notizia. “L’anno dai molti titoli”, l’abbiamo definito. Se avessimo pubblicato l’articolo il 31 dicembre, ci saremmo persi un ultimo titolo: la morte di Benedetto XVI. Il Papa che succedette a un gigante della storia come Giovanni Paolo II e che, dopo 719 anni dal “gran rifiuto” di Celestino V, seguì le sue orme, dimettendosi da Pontefice. “A ogni morte di papa”, si suole dire per indicare un evento raro ad accadere. Eppure il 2022 ci ha riservato: l’elezione di un Presidente della Repubblica, l’elezione del primo Presidente del Consiglio donna, la morte di un Papa e la morte di un Presidente del Parlamento Europeo (italiano), in carica. Eventi non frequenti, che il destino ha collocato tutti nello stesso anno. Il 2022 è forse anche l’anno in cui si può dire definitivamente addio al XX secolo. Tra i personaggi rilevanti che ci hanno lasciato, molti, se non tutti, hanno lasciato una traccia indelebile nel secolo precedente: Michail Gorbaciov e la Regina Elisabetta su tutti. Il primo è stato una delle figure più rilevanti della seconda metà del 1900, protagonista, attraverso la Perestrojka, delle riforme che portarono al dissolvimento dell’Unione Sovietica. La seconda è stata la regnante più longeva del Regno Unito, una donna che ha ricevuto nel suo salone a Buckingham Palace primi ministri come Winston Churchill, Margareth Tatcher e John Blair, fino all’ultima, Liz Truss.

Anche la dipartita di Pelé va nella direzione dell’addio definitivo al secolo passato. E’ stato il simbolo del calcio fino almeno all’esplosione di Diego Armando Maradona. Ma è stato l’unico a vincere 3 coppe Rimet, ovvero 3 campionati mondiali di calcio. Dal 1974 in poi la coppa del mondo ha cambiato forma e denominazione.

Tra i decessi eccellenti che corroborano la teoria della chiusura col secolo passato, quello di Ciriaco De Mita, storico segretario della Democrazia Cristiana che arrivò sul finire degli anni ’80 a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio.

Un anno che ha visto diversi politici italiani importanti lasciarci. Da David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo (qui il suo ricordo https://www.thewatcherpost.it/politica/muore-a-65-anni-david-sassoli/ ) a Roberto Maroni, protagonista per almeno 15 anni della politica italiana. Fino a Franco Frattini, morto la notte di Natale, dopo una carriera politica di altissimo livello, sia in Italia che in Europa, dove è stato Commissario per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza. Un personaggio che mancherà molto alla politica italiana, un raro esempio di competenza amministrativa estrema e di visione politica. Eclettico, era stato Presidente dei maestri di sci italiani e attivo nella tutela degli animali. Sapeva essere ironico e autorevole al contempo, anche grazie ai ruoli internazionali che aveva rivestito con efficacia. Una di quelle “riserve della Repubblica” che sarebbero tornate utili in qualsiasi situazione critica e non solo alle istituzioni italiane.

“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà”, recita il poeta di Bologna. Vedremo quanti titoli avrà il 2023.