Lavoro

I nuovi professionisti aumentano. Confcommercio parla dei loro diritti

17
Novembre 2022
Di Giampiero Cinelli

Si occupano di design, digitale, comunicazione, consulenza, ambiente, assistenza, sicurezza e molto altro. Sono impegnati nei più svariati ambiti da professionisti. Ma non sono ancora riconosciuti in nessun Ordine. Confcommercio Professioni oggi ha dedicato un convegno ai professionisti non ordinistici, mettendo a fuoco i dati e i diritti di cui la politica deve farsi carico riguardo a questo grande insieme dell’economia terziaria.

Come evidenziato dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, il numero di professionisti non regolamentati è raddoppiato rispetto al 2008, arrivando a 444.000 su un totale di 1.352.000 professionisti. Per un valore di reddito complessivo prodotto di 6,3 miliardi di euro. Sangalli è dunque certo che le nuove professioni abbiano un futuro indubbio, vista la loro capacità di innovare e adattarsi al mondo di oggi, ma per questo hanno bisogno di maggiori tutele e di possibilità. In questo senso va il Protocollo firmato con la Pubblica Amministrazione quando ministro era Brunetta, che permette il reclutamento da una piattaforma, ma dovrà entrare a pieno regime e permettere retribuzioni adeguate. «Le professioni, tante e in costante evoluzione, hanno bisogno di appropriarsi di una propria identità collettiva e di uno scopo condiviso, riconoscendo i punti comuni tra tutti i professionisti. Lavorando insieme possiamo fare molto», ha detto il presidente.

I redditi

In effetti il tema delle retribuzioni e della previdenza per i professionisti è centrale. Sebbene i professionisti non ordinistici siano aumentati in confronto a quelli ordinistici (che dal 2008 al 2020 calano del 2,3%), il reddito pro capite è in discesa a un totale di 14.205 euro (-33,8%) in un arco di 12 anni. Questo perché parecchi nuovi professionisti sono entrati nel mercato e permangono forti dislivelli tra le singole professioni. Si nota una netta disparità di reddito tra i nuovi professionisti in fiscalità ordinaria rispetto a quelli in fiscalità di vantaggio. Negli ultimi anni la possibilità di avere una tassazione agevolata ha favorito l’ingresso nel mercato.

La previdenza

Anche la previdenza è un punto non meno critico. Visto che, come ha evidenziato uno studio di Alberto Brambilla, intervenuto al convegno, il tasso di sostituzione, ovvero l’importo pensionistico in percentuale all’ultimo reddito da lavoro percepito, per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata, è del 67%, rispetto al 72% dei dipendenti. Questo se ipotizziamo un incremento del del Pil allo 0,5%. Il tasso di sostituzione, però, come evidenzia Brambilla, può salire anche quasi al 100% se ci si avvale della previdenza complementare. Ricordando che i professionisti non ordinistici possono anche figurare riuniti in piccole imprese o micro-imprese, uno dei correttivi può essere l’abbassamento della tassazione e l’istituzione di fondi appositi.

Equo compenso

Pensione complementare quindi vista come un elemento risolutivo, che tuttavia può essere praticabile se a monte un professionista guadagna il giusto. Ecco perché la presidente di Confcommercio Professioni Maria Rita Fioroni ha assicurato che si continuerà a lottare per l’equo compenso, soprattutto rispetto alla Pubblica Amministrazione, spiegando di aver interloquito con la ministra del lavoro Marina Elvira Calderone. La stessa ministra condivide l’intento e aveva già dichiarato di voler partire dalla proposta di legge sull’equo compenso presentata da Fratelli D’Italia. Su questo c’è stato un tavolo al ministero proprio tre giorni fa. Fioroni vuole che si estenda il Fondo Fon.Te per la pensione complementare nel terziario. «Questo il momento di promuovere le coperture previdenziali e sanitarie integrative rispetto a quelle offerte dal sistema pubblico mentre è positivo il percorso avviato per includere gli autonomi negli interventi adottati per il sostegno alla genitorialità, un percorso che però va rafforzato insieme alla Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale). I nostri professionisti devono essere inclusi nelle misure di sostegno ed incentivazione per la competitività e la crescita», ha detto Fioroni, riferendosi anche agli incentivi per l’acquisto dell’automobile.