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Usa 2024: – 201, Trump sotto processo, primi giurati; Corte Suprema, audizione 6 gennaio

17
Aprile 2024
Di Giampiero Gramaglia

L’ostacolo più grande per USA 2024 di Donald Trump è il processo appena iniziato. La scelta dei primi sette giurati – ne servono 18, 12 titolari e sei riserve – è il risultato conseguito nella seconda udienza di questo processo, il primo a un ex presidente degli Stati Uniti: Trump avrebbe, infatti, comprato in nero, durante la campagna elettorale di USA 2015, il silenzio di una pornostar, Stormy Daniels, circa una loro relazione e per altri capi d’accusa.

Mentre l’ex presidente era nell’aula del tribunale di New York, il presidente Joe Biden era Scranton, la sua città natale, in Pennsylvania: “Vi porto i valori di Scranton – ha detto -, contrapposti a quelli di Mar-a-lago”, dove Trump vive in Florida. Biden ha difeso la sua proposta che i miliardari paghino più tasse, in contrasto con le politiche fiscali del suo rivale.

Alla fine dell’udienza, il magnate ha di nuovo attaccato il giudice Juan Merchan, accusato di essere “colpevole di conflitto di interesse”. Già prima dell’apertura dell’udienza, Trump aveva contestato l’impianto del procedimento a suo carico: “E’ un processo che non avrebbe mai dovuto essere istruito … Ho pagato un avvocato e ora vengo incriminato?”, aveva detto, riferendosi ai pagamenti al suo ex avvocato e faccendiere e ora testimone chiave Michael Cohen.

Decine di potenziali giurati sono stati interrogati, da accusa e difesa, sulla loro dieta, i loro hobbies, le loro famiglie e le loro vite, i loro post e le loro idee politiche e, soprattutto, sulla loro potenziale imparzialità. Molti sono stati esclusi proprio per la mancanza ammessa o desunta di tale requisito.

Un sondaggio condotto per conto dell’Ap indica che la maggior parte degli americani considera sostanzialmente irrilevante il processo di New York rispetto agli altri tre a carico dell’ex presidente, che non sono ancora iniziati: solo un terzo ritiene che l’ex presidente abbia commesso un illecito pagando la pornostar, mentre quasi la metà pensa che abbia commesso reati negli altri tre casi. E molti sono scettici sull’imparzialità di giudici e giuria. Ciò non toglie che la metà degli intervistati ritenga il magnate “non adatto” alla presidenza.

Intanto, la sonnolenza manifestata nella prima udienza costa a Trump l’ironia dei social media, che, giocando su ‘Sleepy Joe’, il nomignolo da lui coniato per denigrare il suo avversario, inventano ‘Sleepy Don’. L’epiteto è virale su X dopo che la giornalista del New York Times Maggie Haberman scrive che l’ex presidente “sembrava dormicchiare” in aula. In poche ore, il pisolino fa tendenza, con hli hashtag #DonSnorleone, dove ‘snor’ vuol dire russare, e #TheNodfather, dal titolo originale del film il Padrino, con la parola ‘god’ sostituita da ‘nod’, dormicchiare.

USA 2024: Corte Suprema su accuse relative a sommossa 6 gennaio 2021
Parallelamente all’udienza di New York, a Washington la Corte Suprema ascoltava le obiezioni sulle accuse mosse a centinaia dei rivoltosi che, sobillati dall’allora presidente Donald Trump, diedero l’assalto al Campidoglio il 6 gennaio 2021 per costringere il Congresso, riunito in plenaria, a rovesciare l’esito delle elezioni del 2020.

I difensori dei rivoltosi, circa 350, sostengono che i pubblici ministeri sono andati oltre i limiti della Costituzione nel formulare le accuse. Il caso non riguarda direttamente Trump, ma la sentenza della Corte Suprema, attesa in giugno, potrebbe avere un impatto sul processo intentato all’ex presidente a Washington.

Dalle domande rivolte a chi presentava le posizioni dell’accusa e della difesa, la Corte Suprema è apparsa divisa sul considerare un crimine l’ostacolare o l’impedire una procedura ufficiale, cioè, nella circostanza la plenaria del Congresso per proclamare l’esito delle elezioni. Alcuni giudici conservatori – sono sei su nove – sono parsi timorosi di lasciare un margine di discrezionalità eccessivo all’accusa.

Il parere della Corte Suprema influirà su sentenze già pronunciate e su casi aperti, fra cui, appunto, quello di Trump. In particolare, i giudici supremi devono valutare se la legge Sarbanes-Oxley, emanata nel 2002 per prevenire l’insabbiamento di crimini finanziari in seguito allo scandalo Enron, possa essere utilizzata per mettere dietro le sbarre alcuni degli insorti.

La legge criminalizza la distruzione di prove – in particolare registrazioni o documenti – e chiunque “ostacoli, influenzi o impedisca in altro modo qualsiasi procedimento ufficiale, o tenti di farlo”. Nel caso specifico, il primo promotore del ricorso, Joseph Fischer, è accusato di avere partecipato alla manifestazione ‘Stop the Steal’ del 6 gennaio 2021 e di avere fatto irruzione nel Congresso mentre si stava certificando il risultato delle elezioni, di fatto ostacolando un “procedimento ufficiale”.

L’immagine di copertina è stata realizzata con il supporto dell’IA

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