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Usa 2024: – 117, Biden supera primo test Nato, ma il difficile deve venire

10
Luglio 2024
Di Giampiero Gramaglia

Al Vertice della Nato, a Washington da martedì a giovedì, il presidente Usa Joe Biden, investito dalle polemiche sulle sue condizioni psico-fisiche e molto atteso alla prova, supera il primo test, quello del discorso di benvenuto ai leader dei Paesi dell’Alleanza riuniti nel 75° anniversario del Trattato dell’Atlantico del Nord.

Biden parla per una decina di minuti, leggendo da un ‘gobbo’: accompagna le parole con gesti adeguati e tempestivi, non perde il filo del discorso, appare energico, dà forza ai concetti su cui ruota l’intervento: la Nato non è mai stata così forte – la Svezia è all’esordio in un Vertice dell’Alleanza -, il sostegno all’Ucraina non verrà meno, la Russia non vincerà la guerra.

I leader presenti – per l’Italia, ci sono la premier Giorgia Meloni e i ministri di Esteri e Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto – escono dalla cerimonia di apertura relativamente confortati, specie il premier britannico Keir Starmer, all’esordio nel ruolo sulla scena internazionale. Ma l’ansia per la forma di Biden e, soprattutto, per la futura leadership negli Stati Uniti è palpabile, soprattutto fra gli ospiti ucraini – il presidente Zelensky e il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba -.

Sull’agenda del Vertice, che non è solo un appuntamento celebrativo, c’è la conferma e il rinnovo degli impegni militari per rafforzare le capacità di difesa dell’Ucraina e la definizione del percorso di adesione dell’Ucraina all’Alleanza come “irreversibile”.

Nella mente di molti, specie degli ucraini, bisogna blindare il processo prima dell’eventuale ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, percepito come ostile alla Nato e all’allargamento dell’Alleanza. Mentre i lavori del Vertice iniziano, il candidato repubblicano in pectore a Usa 2024 sfida gli europei a stanziare 100 miliardi di aiuti all’Ucraina per pareggiare i conti cogli Stati Uniti. Una cifra ‘buttata lì’, ma una frase che testimonia l’acrimonia del magnate verso i partner europei.

Nel suo discorso, invece, Biden elogia la coesione dell’Alleanza e nota che già 23 Paesi spendono per la difesa almeno il 2% del Pil, come convenuto – l’Italia lo farà entro l’anno prossimo -. Positivo anche il quadro tracciato dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg: l’ex premier norvegese è al passo dell’addio, perché il 2 ottobre passerà l’incarico, che avrà tenuto dieci anni esatti, all’ex premier olandese Mark Rutte.

Fra le iniziative per l’Ucraina annunciate al Vertice, o a margine del Vertice, la fornitura, da parte degli Usa, nell’ambito dei fondi già stanziati dal Congresso, di armi per due miliardi di dollari, fra cui sistemi per la difesa aerea – ne arriveranno anche dall’Italia e da varui altri Paesi – e carri armati Abrams. La Polonia è pronta ad addestrare sul suo territorio una Legione ucraina e avverte che abbatterà missili o droni russi che sorvolino il suo territorio.

A chiusura del Vertice, Biden farà una conferenza stampa. Si può scommettere che le domande verteranno più sulle sue condizioni e sulla sua decisione di restare in corsa per Usa 2024 che sull’andamento della riunione e sulle conclusioni che ne saranno scaturite. Con buona pace dell’Ucraina e mentre Trump – e Putin, ma anche Netanyahu e Xi Jinping – stanno a guardare.