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Saldi estivi, l’80% dei tessili non viene riciclato: l’appello di Ecotessili

30
Giugno 2026
Di Redazione

Conto alla rovescia per i saldi estivi, un appuntamento atteso da oltre sei famiglie italiane su dieci. Per il 90% dei consumatori gli sconti rappresentano il momento ideale per rinnovare il guardaroba, ma le occasioni di risparmio rischiano di alimentare una produzione insostenibile di rifiuti tessili. Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, il consumo medio pro capite in Italia è passato da 17 a 19 chilogrammi annui tra il 2019 e il 2022. A fronte di questa crescita, la gestione del fine vita intercetta volumi ancora troppo bassi: le rilevazioni ISPRA indicano che l’80% dei tessili non viene conferito nella raccolta differenziata, escludendo questi materiali da qualsiasi percorso di riciclo.

«Quando si parla di sostenibilità nel tessile, l’attenzione si concentra spesso sulla fase di produzione o sul riciclo di un dato prodotto. In realtà una gestione sostenibile non inizia quando una t-shirt o un paio di sneakers vengono gettati, ma nel momento stesso in cui vengono acquistati», osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili, il consorzio di produttori tessili del Sistema Ecolight. «Una parte importante della sfida si gioca nelle decisioni quotidiane di ciascuno di noi, a partire dagli acquisti. I saldi possono essere l’occasione per acquistare in modo più consapevole, privilegiando capi da utilizzare a lungo.»

In attesa che il modello EPR, la Responsabilità Estesa del Produttore, diventi pienamente operativo per attivare filiere strutturate di raccolta e recupero, la prevenzione resta la strategia più efficace per ridurre i volumi dei rifiuti. Ecotessili indica così quattro criteri fondamentali per uno shopping sostenibile: comprare con reale necessità, acquistando solo ciò che serve davvero e che si prevede di utilizzare a lungo; verificare la qualità, controllando con attenzione la solidità dei materiali e il livello delle finiture; leggere l’etichetta, prestando attenzione alla composizione dei tessuti e ricordando che i capi in multimateriale sono complessi o impossibili da riciclare; scegliere la riparabilità, preferendo articoli che possano essere facilmente riparati, modificati o riadattati in futuro.

Quando un prodotto tessile giunge inevitabilmente a fine vita e non è più riutilizzabile, diventa fondamentale differenziarlo in modo corretto seguendo le linee guida del proprio Comune di residenza.

«La raccolta differenziata è il passaggio chiave per consentire il recupero dei materiali e alimentare l’economia circolare», conclude Dezio. «Il primo passo resta però una scelta d’acquisto responsabile. Tutto ciò che compriamo perché realmente necessario, se utilizzato a lungo e conferito correttamente a fine vita, riduce drasticamente la quantità di rifiuti generati ogni anno».