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Life science, la sfida della Mfn rilancia il ruolo strategico del farmaco

09
Luglio 2026
Di Beatrice Telesio di Toritto

La Most Favored Nation (Mfn) introdotta dagli Stati Uniti non rappresenta soltanto una misura destinata a incidere sul prezzo dei farmaci, ma un elemento capace di modificare gli equilibri della competizione globale nelle life science. È attorno a questa trasformazione che si è sviluppato il confronto ospitato martedì 7 luglio alla Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani in occasione della presentazione del volume Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale, promosso da Healthcare Policy e Formiche con il contributo non condizionante di Angelini Pharma e Bristol Myers Squibb. Il pamphlet propone un cambio di paradigma, invitando a considerare il farmaco non più soltanto come una voce di spesa sanitaria, ma come un’infrastruttura strategica per la competitività industriale, la sicurezza economica e la capacità di innovazione del Paese.

Tra i temi affrontati nel corso del confronto, Nicola Bonaccini, capo della segreteria tecnica del ministro della Salute, ha richiamato il ruolo del futuro Testo unico del farmaco come strumento per accompagnare il riordino del settore. «Il Testo unico farmaceutico è un’opportunità che questo Governo non vuole farsi sfuggire», ha affermato, spiegando che l’obiettivo non è soltanto aggiornare il quadro normativo, ma creare «le condizioni perché il sistema italiano possa guardare al futuro con più ambizione». Una prospettiva che, secondo Bonaccini, impone di ragionare sempre più in termini di «geopolitica del farmaco», perché la competizione internazionale riguarda ormai la capacità dei Paesi di attrarre ricerca, investimenti e produzioni strategiche, garantendo al tempo stesso un accesso più rapido ed equo alle cure.

Una lettura condivisa anche dall’industria. Roberto Scrivo, Chief External Affairs, Communications & Sustainability Officer di Angelini Pharma, ha ricordato come il divario negli investimenti in ricerca tra Unione europea e Stati Uniti sia passato «da 2 a 25 miliardi di euro in vent’anni», mentre i pazienti europei attendono mediamente 597 giorni per accedere alle terapie innovative, 441 in Italia. Secondo Scrivo, questi dati rendono evidente la necessità di una strategia industriale condivisa, accompagnata da una semplificazione regolatoria e da modelli di valutazione capaci di riconoscere il valore dell’innovazione.

A inquadrare il tema sul piano economico è stato Carlo Altomonte, professore di Economics all’Università Bocconi. «La questione posta dalla Mfn va oltre il dibattito sui prezzi dei farmaci», ha osservato. «Richiama una domanda più generale sul ruolo che Europa e Italia intendono giocare nella nuova fase della globalizzazione». In un’economia sempre più fondata sulla conoscenza, ha aggiunto, «la competitività non si costruisce comprimendo i margini dell’innovazione, ma creando condizioni favorevoli all’investimento».

Le ricadute sul sistema della ricerca sono state infine evidenziate da Francesco Cognetti, presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce), che ha ricordato come l’Italia conti circa 1.100 studi clinici attivi, circa 450 in meno rispetto alla Spagna. «La Most Favored Nation non pone solo un tema di prezzi. In gioco c’è la capacità dell’Italia di restare attrattiva nella ricerca clinica, accelerare i trial e garantire ai pazienti un accesso precoce all’innovazione. Salvaguardare questo ecosistema significa difendere insieme competitività del Paese e qualità delle cure».

Il volume presentato nel corso dell’iniziativa evidenzia come la possibile riallocazione di investimenti dal continente europeo sia stimata nell’ordine dei 400 miliardi di euro nei prossimi anni e richiama la necessità di rafforzare il collegamento tra politica sanitaria, politica industriale e innovazione. In questo scenario, la capacità di attrarre ricerca, investimenti e produzione diventa uno dei principali fattori su cui si misurerà la competitività dell’Italia e dell’Europa nel nuovo equilibrio globale delle life science.