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Italiani lettori a metà: sempre meno libri, ma la carta e la biblioteca resistono

29
Agosto 2026
Di Jacopo Bernardini

Gli italiani leggono sempre meno: un calo lento e costante, che va avanti da oltre vent’anni. Secondo il rapporto Istat «Libri e biblioteche», nel 2024 ha letto almeno un libro nei dodici mesi precedenti il 57,1% delle persone dai sei anni in su, circa 32 milioni di lettori. Una quota in lieve diminuzione rispetto al 59,4% del 2015 e in netto calo rispetto al 60% del 2000. Il libro cartaceo, però, resiste, e le biblioteche tengono la posizione: le frequenta circa il 15% della popolazione, come dieci anni fa.

I divari territoriali e sociali

Il dato nazionale nasconde differenze profonde. Nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno la quota si ferma al 47%. A pesare sono soprattutto l’istruzione e il reddito: chi ha un titolo di studio elevato legge circa tre volte più di chi ne ha uno basso. E considerando le fasce di reddito, i lettori passano dal 44% nelle famiglie più povere a oltre il 72% in quelle più agiate.

Marcata anche la differenza di genere. Le donne leggono più degli uomini — 62,6% contro 51,2%. Le donne sono anche lettrici più assidue: leggono più spesso tutti i giorni e rientrano più frequentemente tra i «lettori forti», quelli che superano i tredici libri l’anno. La lettura è particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, dove tocca il valore massimo del 78,9%, per poi calare con l’età fino al 37,5% tra gli over 75.

I ventitré milioni che non leggono

Sul fronte opposto, oltre 23 milioni di persone dichiarano di non aver letto neppure un libro nell’ultimo anno. Sono soprattutto uomini, adulti e anziani, residenti più spesso nel Mezzogiorno e con bassi livelli di istruzione. Tra chi non legge, la motivazione principale è la noia o la mancanza di interesse, seguita dalla mancanza di tempo libero e dalla preferenza per altri svaghi.

Il disinteresse è particolarmente forte tra i giovani: oltre la metà degli 11-17enni afferma che leggere lo annoia o non lo appassiona. Colpisce anche il fenomeno degli ex lettori: circa il 25% di chi oggi non legge — oltre 5 milioni e mezzo di persone — dichiara di aver letto in passato e di aver poi smesso.

La carta non arretra, le biblioteche si trasformano

Nonostante la diffusione del digitale, il libro di carta resta predominante. Nel 2025 oltre sette lettori su dieci leggono esclusivamente su carta, contro il 10% circa che usa solo e-book o libri online. Gli audiolibri, pur in crescita, coinvolgono ancora una quota limitata: circa un milione e mezzo di persone.

Tengono anche le biblioteche. Superata la fase più critica della pandemia, si è tornati ai livelli del 2019. A frequentarle di più sono i giovani fino ai 24 anni, con una quota del 30,9%, più del doppio della media nazionale. Ma il loro utilizzo è cambiato: accanto al prestito di libri e allo studio, per i più giovani la biblioteca è sempre più anche un luogo di incontro e socialità. Un utente su sei, inoltre, accede ormai ai servizi bibliotecari anche online.