Top News
Iran: Trump attende risposta Teheran e si prende il merito della tregua in Ucraina, Rubio lamenta latitanza alleati
Di Giampiero Gramaglia
Dopo una giornata di sostanziale apparente stallo sia delle ostilità che dei negoziati, il presidente Usa Donald Trump resta in attesa di una risposta da Teheran alle sue ultime proposte, che stanno tutte in una paginetta, mentre il segretario di Stato Usa Marco Rubio, a Roma, lamenta la latitanza degli alleati europei al fianco degli Stati Uniti.
Trump si attribuisce anche il merito della tregua di tre giorni, decisa unilateralmente dalla Russia, nel conflitto con l’Ucraina, in coincidenza con l’anniversario – oggi – della vittoria nella guerra contro il nazismo. Resta da vedere se il breve cessate-il-fuoco sarà davvero rispettato.
Non che nel Golfo Persico e intorno allo Stretto di Hormuz sia tutto tranquillo: la US Navy spara contro due petroliere iraniane vuote che tentano di forzare il blocco e Teheran accusa Washington di attacchi “scriteriati”. Il New York Times cita Rubio, che sperava che la risposta iraniana all’offerta americana arrivasse ieri (ma così non è stato).
A Roma, Rubio ha incontrato la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo essere stato ricevuto, giovedì, in Vaticano da Papa Leone XIV e dal cardinal Pietro Parolin. Con Meloni, il segretario di Stato Usa ha parlato dei rapporti con l’Ue e con l’Italia, della guerra e dei sovraddazi sulle auto, che Trump intenderebbe ora applicare 4 Luglio, 250° anniversario dell’indipendenza statunitense.
Rubio ha lamentato che gli Stati Uniti non possano contare nella guerra all’Iran sugli alleati europei; Meloni ha confermato la disponibilità a una missione di sminamento nello Stretto di Hormuz, dopo la fine delle ostilità, ma ha pure ribadtio l’opposizione dell’Italia ai nuovi dazi. Euronews definisce l’incontro tra Meloni e Rubio “franco”, il che, in termini diplomatici, significa che le parti se le sono cantate chiare.
Il New York Times dà notizia di nuove sanzioni ai programmi iraniani per missili e droni e segnala una larga macchia di petrolio individuata al largo di un importante deposito iraniano, la cui origine non è chiara.
Per la Cnn, la guida suprema iraniana, Mojtaba Khameney, scelto dopo l’uccisione del padre, Ali, vittima il 28 febbraio delle prime ondate di bombardamenti israeliani, sta contribuendo, pur ferito, alla messa a punto della strategia iraniana. Vengono così smentite le voci che Mojtaba non sarebbe operativo e potrebbe addirittura essere morto: voci fin qui insistenti e alimentate dalla sua assenza dalla scena pubblica – non è più stato né visto né sentito dall’inizio del conflitto -. Gli 007 Usa ritengono ora che sia lui a dare istruzioni ai negoziatori iraniani, da cui la Casa Bianca si aspetta “un’offerta seria” al di là del rimpallo di accuse sulle responsabilità delle ultime scaramucce.
Axios scrive in apertura che il vice-presidente JD Vance è tornano sulla scena negoziale, che pareva avere abbandonato dopo il fallimento dei colloqui del 12 aprile a Islamabad, e ha incontrato emissari del Qatar. Il Wall Street Journal torna sulla saga dei 20 mila marittimi sulle navi alla fonda nel Golfo Persico e fuori dallo Stretto di Hormuz. Molti di loro sono ormai a corto di viveri e generi di prima necessità e non hanno idea di che cosa li attende.





