Top News

Case green, procedura d’infrazione Ue contro l’Italia e tutti gli Stati membri

20
Luglio 2026
Di Giampiero Cinelli

La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti di tutti gli Stati membri dell’Unione, Italia compresa, per il mancato recepimento della direttiva sull’efficienza energetica degli edifici, nota come direttiva sulle case green. Per il nostro Paese si tratta del secondo richiamo nel giro di pochi mesi, dopo quello aperto a marzo per la mancata presentazione della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.

Bruxelles motiva la decisione ricordando che il patrimonio immobiliare rappresenta la principale fonte di consumo energetico nell’Unione europea. La direttiva è considerata uno strumento fondamentale per accelerare il ritmo delle riqualificazioni energetiche, oggi fermo a circa l’1% annuo, ridurre i costi delle bollette per famiglie e imprese, diminuire la dipendenza dai combustibili fossili importati e raggiungere l’obiettivo di un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.

Il provvedimento introduce nuovi standard minimi di efficienza energetica per gli edifici non residenziali e prevede un percorso graduale di riqualificazione per quelli residenziali. Sono inoltre contemplate misure per favorire la mobilità sostenibile, l’installazione di impianti solari sugli edifici, la creazione di sportelli dedicati all’assistenza dei cittadini e strumenti di sostegno finanziario, pubblici e privati, per rendere gli interventi più accessibili.

Con l’apertura della procedura d’infrazione, la Commissione ha concesso agli Stati membri due mesi di tempo per adottare le misure necessarie e comunicare le iniziative intraprese. Se le risposte non saranno ritenute soddisfacenti, Bruxelles potrà passare alla fase successiva, con l’invio di un parere motivato. Solo successivamente, in assenza di un adeguamento, potrà decidere di deferire gli Stati interessati alla Corte di giustizia dell’Unione europea chiedendo l’applicazione di eventuali sanzioni.

La decisione della Commissione ha suscitato l’immediata reazione del sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Tullio Ferrante, esponente di Forza Italia, che ha definito l’iniziativa la conferma di un’impostazione distante dalla realtà. «L’avvio della procedura di infrazione nei confronti di tutti gli Stati membri sulla direttiva Case green conferma ancora una volta l’approccio irrealistico con cui l’Unione europea ha affrontato il tema della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. È inaccettabile imporre diktat ideologici a suon di salassi a carico dei cittadini», ha dichiarato.

Sulla stessa linea anche il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che ha criticato duramente l’iniziativa di Bruxelles. «Sinceramente non si sa se indignarsi o prenderla a ridere. Un’istituzione con un minimo di contatto con la realtà comprenderebbe che, se una direttiva non viene recepita da nessuno degli Stati destinatari, il problema non è negli Stati, ma nella direttiva. E invece la Commissione europea arriva persino a celebrare l’avvio della procedura con un comunicato stampa», ha osservato.

Spaziani Testa ha quindi ribadito la necessità di una revisione sostanziale della normativa europea, ricordando che Confedilizia aveva espresso forti perplessità fin dalla prima bozza del provvedimento, resa pubblica nel 2021. Secondo il presidente dell’associazione, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio deve essere favorito attraverso incentivi e non imposto con obblighi che rischiano di avere effetti pesanti sui proprietari immobiliari. «Ci aspettiamo che la politica, almeno la sua parte più avveduta, pretenda una revisione profonda di un provvedimento sbagliato sin dalla sua impostazione. Il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili va incentivato, non imposto».