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Nuovo Decreto sicurezza, pene per le violenze in piazza e stretta sui minori

21
Ottobre 2026
Di Giampiero Cinelli

Il governo ha approvato martedì 20 ottobre un nuovo decreto legge sulla sicurezza, intervenendo sulle norme relative ai disordini nelle manifestazioni, alla responsabilità penale dei minorenni e agli strumenti di prevenzione delle violenze. Il provvedimento arriva dopo gli scontri dello scorso fine settimana in diverse città italiane, soprattutto a Milano, e introduce nuove fattispecie di reato, procedure accelerate per il risarcimento dei danni e un rafforzamento della presenza militare nel capoluogo lombardo.

Tra le misure figurano l’estensione dell’arresto in flagranza differita, nuove pene per chi partecipa a raggruppamenti violenti e un cambiamento delle regole sull’imputabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni.

Minorenni, cambia la presunzione di imputabilità

Il primo articolo del decreto modifica la disciplina relativa alla capacità di intendere e di volere dei minorenni. La norma, inizialmente prevista in un disegno di legge ancora all’esame della Camera, introduce una presunzione di imputabilità per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni.

La novità riguarda soprattutto l’onere della prova. In precedenza spettava all’accusa dimostrare, caso per caso, che il minore avesse raggiunto una maturità sufficiente per essere ritenuto penalmente responsabile. Con il nuovo meccanismo, invece, il ragazzo viene considerato imputabile, salvo che la difesa dimostri concretamente l’incapacità di intendere o di volere al momento del fatto.

Rimane distinta la condizione dei minori di 14 anni, che non sono imputabili.

Arresto in flagranza differita esteso a nuovi reati

Il decreto amplia anche i casi nei quali è consentito procedere all’arresto in flagranza differita, ossia subito dopo la commissione del reato, sulla base di elementi che permettano di ricostruire e documentare i fatti.

La misura viene estesa ai reati di devastazione, saccheggio, attentati a impianti di pubblica utilità, partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche e danneggiamento commesso da un gruppo. La responsabilità dovrà essere documentabile, per esempio attraverso registrazioni video.

Per affrontare situazioni caratterizzate da numerosi arresti, come quelle verificatesi a Milano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha inoltre annunciato la possibilità di applicare immediatamente, senza seguire la procedura ordinaria, magistrati destinati alle attività necessarie alla convalida degli arresti, nel rispetto dei termini previsti.

Prevenzione dei disordini anche fuori dalle manifestazioni

Un altro intervento riguarda l’estensione delle misure preventive nei confronti di gruppi responsabili di comportamenti intimidatori o violenti negli spazi pubblici.

La disciplina, introdotta nel febbraio precedente, consente al questore di adottare un avviso orale che vieti di radunarsi in determinati luoghi e, in alcuni casi, in specifiche fasce orarie, quando almeno cinque persone tengano comportamenti intimidatori, molesti o violenti nei confronti di persone o cose.

Con il nuovo decreto, l’ambito di applicazione viene ampliato anche a episodi che non si verificano durante manifestazioni organizzate. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha richiamato, a questo proposito, le «scorribande» registrate nel centro di Milano.

Le misure potranno riguardare chi compie «fatti e atti che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone» e saranno applicabili anche ai minorenni tra i 14 e i 18 anni.

Nuovo reato di partecipazione violenta: fino a cinque anni di carcere

Il provvedimento introduce una specifica fattispecie penale per la partecipazione violenta a una manifestazione pubblica.

Il reato riguarda raggruppamenti di almeno cinque persone che mettano in pericolo la sicurezza pubblica attraverso il lancio di pietre, petardi o altri oggetti pericolosi, oppure utilizzando bastoni e strumenti analoghi.

Illustrando la misura, Nordio ha citato anche l’impiego di mazze e il lancio di razzi, bengala e fuochi artificiali in condizioni tali da mettere a rischio l’incolumità delle persone.

La pena prevista è la reclusione da due a cinque anni, accompagnata da una sanzione amministrativa che può raggiungere i 20mila euro. Sono previsti aumenti di pena qualora i responsabili agiscano travisati oppure le loro condotte provochino feriti.

Più severa la disciplina per chi organizza o promuove raggruppamenti violenti, anche attraverso strumenti informatici e telematici. In questo caso viene introdotto un reato autonomo, punito con la reclusione da quattro a dodici anni.

Strade sicure, altri 500 militari a Milano

Il decreto dispone anche il potenziamento dell’operazione Strade sicure, attraverso l’invio di 500 militari aggiuntivi a Milano, almeno fino al 31 dicembre.

Il personale sarà impiegato per rafforzare i presidi territoriali, la vigilanza dei luoghi sensibili e le attività di controllo, consentendo a polizia e carabinieri di concentrare maggiori risorse sulla prevenzione, sull’intervento operativo e sul contrasto dei reati.

Non è stata invece approvata la proposta di attribuire ai militari ulteriori funzioni e poteri propri degli agenti di polizia giudiziaria.

La Difesa ha precisato che il personale opererà in coordinamento con le forze di polizia, nel rispetto delle rispettive competenze.

Risarcimenti più rapidi e sanzioni ai genitori dei minorenni

L’ultima parte del decreto interviene sul risarcimento dei danni provocati durante gli episodi di violenza, introducendo procedure accelerate per ottenere il pagamento.

Quando vengono danneggiati beni pubblici, come semafori o pensiline degli autobus, sarà il prefetto a emettere l’ingiunzione di pagamento.

Per i danni ai beni privati, tra cui negozi, vetrine e veicoli parcheggiati, il proprietario potrà invece rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo.

Il provvedimento prevede inoltre una specifica responsabilità economica dei genitori per gli atti violenti commessi dai figli minorenni.

In caso di violenza contro persone o cose da parte di un minore, anche quando quest’ultimo non sia imputabile, ai genitori potrà essere applicata una sanzione amministrativa compresa tra 500 e mille euro. L’importo raddoppia in caso di reiterazione.