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Crisi in Medio Oriente, Allianz Trade: 15.000 insolvenze aziendali in più nel 2026-2027
Di Lorenzo Berna
La crisi in Medio Oriente peserà in modo significativo sulle insolvenze aziendali globali nei prossimi due anni. Secondo l’ultimo Insolvency Report di Allianz Trade, leader mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, le insolvenze cresceranno del 6% nel 2026 – dopo un analogo aumento nel 2025 – segnando così un quinto anno consecutivo di incremento. Rispetto alle previsioni elaborate prima dello scoppio del conflitto, l’impatto diretto della crisi si tradurrà in 7.000 insolvenze aggiuntive nel 2026 e 7.900 nel 2027, per un totale di circa 15.000 casi extra nel biennio.
«Questa situazione sta aumentando i costi lungo le catene globali del valore, dall’agrifood al manifatturiero, dalla sanità alla tecnologia», ha spiegato Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade. «La combinazione di domanda più debole, aumento dei costi degli input e condizioni finanziarie più restrittive sta mettendo sotto pressione le aziende con scarso potere di pricing, margini ridotti, elevati livelli di debito o fabbisogni strutturalmente più elevati di capitale circolante».
Il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente in caso di blocco prolungato dello Stretto di Hormuz. In uno scenario di escalation sostenuta, le insolvenze globali salirebbero del 10% nel 2026 e di un ulteriore 3% nel 2027, con circa 4.100 casi aggiuntivi negli Stati Uniti e 10.500 in Europa occidentale nel biennio. «Costruzioni, retail e servizi sarebbero i principali settori a rischio», ha precisato Maxime Lemerle, Lead Analyst per la ricerca sulle insolvenze di Allianz Trade. Con un aumento del 6% delle insolvenze nel 2026, Allianz Trade stima che 2,2 milioni di posti di lavoro sarebbero direttamente a rischio – quasi 100mila in più rispetto al 2025 – con l’Europa in testa a livello globale, con 1,3 milioni di persone potenzialmente coinvolte.
In Italia l’accelerazione registrata negli ultimi tre anni è stata marcata: +9% nel 2023, +17% nel 2024 e +26% nel 2025, un percorso che ha riportato il Paese ai livelli di insolvenza pre-pandemia, in linea con la maggior parte dei partner europei. Nel 2025 tutti i settori hanno contribuito all’aumento, con crescite a doppia cifra nella maggior parte di essi: commercio (+12%), costruzioni (+27%), manifatturiero (+21%) e ospitalità e turismo (+13%). Per il 2026 Allianz Trade prevede un ulteriore incremento fino a 12.750 casi – un +5% rispetto al +2% stimato prima del conflitto – per effetto di una crescita economica che resterà modesta, in parte a causa della strutturale dipendenza dell’Italia dall’energia importata e del suo impatto su famiglie e industrie ad alta intensità energetica. Nel 2027 si potrebbe invece registrare una riduzione a circa 12.300 casi.





