Salute

Sanità, il conto sale a 185 miliardi: corre la spesa privata (+7,7%)

23
Gennaio 2026
Di Elisa Tortorolo

L’Italia spende sempre di più per curarsi, ma la forbice tra quanto garantisce lo Stato e quanto pagano direttamente i cittadini si sta allargando. È questa la fotografia, nitida e a tratti complessa, che emerge dal Rapporto n. 12 sul Monitoraggio della Spesa Sanitaria pubblicato in queste ore dalla Ragioneria Generale dello Stato. I dati relativi al 2024 delineano uno scenario in cui il sistema salute muove complessivamente risorse per quasi 185 miliardi di euro, ma con un baricentro che si sposta, anno dopo anno, verso la componente privata.

Il perno del sistema rimane la spesa sanitaria pubblica, che nel 2024 ha toccato quota 138,3 miliardi di euro. Si tratta di un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente, un incremento significativo se confrontato con la stabilità del 2023 (+0,4%). Tuttavia, analizzando le voci di costo, si scopre che questa iniezione di liquidità non si è tradotta automaticamente in un ampliamento dei servizi. A trainare la spesa pubblica sono stati principalmente due fattori tecnici e inflattivi: la spesa per i redditi da lavoro dipendente è salita del 5,6%, spinta dai rinnovi contrattuali del triennio 2022-2024 e dalle anticipazioni dei benefici economici; l’acquisto di beni e servizi è cresciuto del 7,5%, una voce che da sola vale oltre 46 miliardi di euro. A pesare sono stati il caro-energia, che ha continuato a mordere sui bilanci ospedalieri, e l’aumento dei prezzi dei farmaci.

Il dato che più colpisce è tuttavia la dinamica della spesa “out of pocket”, ovvero quella sostenuta direttamente dai cittadini. Secondo i dati tracciati dal Sistema Tessera Sanitaria (quelli utilizzati per il 730 precompilato), nel 2024 la spesa privata ha registrato un’impennata del 7,7% rispetto all’anno precedente.

Le famiglie italiane hanno speso di tasca propria una cifra che, secondo le stime di settore, supera ormai i 46 miliardi di euro. Ma cosa comprano gli italiani? Quasi la metà della spesa privata (47,5%) se ne va in visite specialistiche e interventi chirurgici, segno di una difficoltà crescente nel trovare risposte tempestive nel pubblico. Seguono i farmaci e i ticket, con una dinamica di crescita che non sembra arrestarsi.

Interessante notare come la spesa privata cambi con l’età: per visite e interventi, il costo pro capite cresce costantemente invecchiando, con un sostanziale allineamento tra uomini e donne dopo i 70 anni.

L’altro lato della medaglia è la tenuta dei conti territoriali. Dopo anni di relativa stabilità, il 2024 segna un peggioramento dei risultati d’esercizio delle Regioni. Il disavanzo complessivo ha toccato i 2,57 miliardi di euro, un valore in netto peggioramento rispetto agli 1,7 miliardi del 2023 e ai 1,5 del 2022.

La mappa del disavanzo non risparmia quasi nessuno, coinvolgendo 16 regioni su 21. Se storicamente l’attenzione era concentrata sui Piani di Rientro del Sud, il 2024 vede sofferenze anche in aree insospettabili del Centro-Nord, come la Toscana, che registra un disavanzo (prima delle coperture) di oltre 244 milioni di euro; l’Emilia Romagna, che segna un rosso di circa 197 milioni; la Provincia a Provincia Autonoma di Bolzano (-472 milioni), anche se per le autonomie speciali valgono meccanismi di copertura con risorse proprie.

Il rapporto ci restituisce l’immagine di un Servizio Sanitario Nazionale che “tiene” dal punto di vista dell’universalità, ma che mostra evidenti smagliature finanziarie. La spesa sanitaria si conferma una variabile macroeconomica sempre più rigida: da un lato i costi fissi che assorbono l’aumento dei fondi statali, dall’altro le famiglie che, per bypassare le liste d’attesa o accedere a servizi non coperti, aumentano la loro esposizione diretta. In assenza di riforme strutturali, il trend sembra destinato a consolidarsi nel prossimo futuro.