Salute
Salute respiratoria, dalla prevenzione alla rete territoriale: il libro piano per la roadmap tra politica e sistema sanitario
Di Beatrice Telesio di Toritto
Le malattie respiratorie croniche tornano al centro del dibattito sanitario in un passaggio in cui sostenibilità del sistema e qualità della vita dei pazienti si intrecciano sempre più strettamente. A Roma, al Ministero della Salute, la presentazione del Libro bianco della Pneumologia e dei Policy Paper del progetto RESPIRA ha offerto l’occasione per fare il punto su un ambito che, nei numeri e nelle prospettive, rappresenta una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale. In Europa sono oltre 80 milioni le persone colpite e circa 400 mila i decessi ogni anno, mentre in Italia queste patologie si confermano come terza causa di morte, con un impatto complessivo stimato in 45,7 miliardi di euro tra spesa sanitaria e perdita di produttività. Un quadro che riflette dinamiche strutturali, dall’invecchiamento della popolazione alla diffusione di fattori di rischio come il fumo – che riguarda ancora il 24,2% degli italiani – e l’inquinamento, e che evidenzia al tempo stesso forti disuguaglianze nell’accesso alle cure. In questo contesto, la presentazione del Libro bianco e dei Policy Paper segna un tentativo di sistematizzare il tema, spostando l’attenzione da interventi episodici a una visione più organica delle politiche sanitarie.
«La dimensione epidemiologica e l’impatto economico e sociale delle malattie dell’apparato respiratorio richiedono un approccio strutturato e una visione di insieme che superi la logica di interventi frammentati e di misure spot. Il punto di partenza non può che essere il rilancio della prevenzione che in questi anni abbiamo messo al centro delle politiche sanitarie per ridurre il carico di malattie croniche», ha spiegato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, indicando come priorità il rafforzamento della medicina di prossimità, della continuità assistenziale e dell’integrazione tra i diversi livelli di cura. Una linea che si inserisce in una più ampia riflessione sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale, chiamato a confrontarsi con una domanda crescente e sempre più complessa.
Sul piano operativo, il lavoro presentato propone un modello che punta a rafforzare la prevenzione e la diagnosi precoce come leve per ridurre il carico sulle strutture ospedaliere e migliorare gli esiti clinici. «Le malattie respiratorie rappresentano una delle principali sfide di sanità pubblica, con un forte impatto sulla qualità della vita, sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e sulle disuguaglianze di salute. In questo contesto, la prevenzione respiratoria costituisce una leva strategica e imprescindibile delle politiche sanitarie», ha sottolineato Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione, Ricerca ed Emergenze Sanitarie al Ministero della Salute, richiamando il ruolo del Piano Nazionale della Prevenzione e la necessità di intervenire sui principali fattori di rischio, dal tabagismo all’inquinamento, fino alle esposizioni professionali, insieme al potenziamento degli screening e della ricerca.
Il Libro bianco restituisce una fotografia aggiornata del quadro epidemiologico e propone un’organizzazione basata su una rete integrata tra ospedale e territorio, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti cronici e ridurre ricoveri e riacutizzazioni. È in questa direzione che si colloca anche il riferimento agli strumenti già avviati, dalle Case di comunità alla telemedicina, che però richiedono una piena implementazione per produrre effetti concreti. «Costruire una vera rete respiratoria tra ospedale, territorio e domicilio vuol dire andare oltre un modello centrato sull’ospedale e accompagnare davvero il paziente lungo tutto il percorso di cura», ha evidenziato Paola Rogliani, Presidente SIP/IRS, sottolineando la necessità di un coordinamento effettivo tra i professionisti per trasformare l’assetto organizzativo in risultati tangibili.
I Policy Paper delineano invece una roadmap articolata su tre direttrici – prevenzione, diagnosi precoce e innovazione – con un’attenzione particolare al tema dell’equità, che emerge come uno dei nodi centrali del sistema. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire un accesso uniforme alle cure, evitando che il luogo di residenza continui a incidere sulla qualità dell’assistenza. In questa prospettiva si inserisce anche la proposta di istituire un Tavolo permanente presso il Ministero della Salute per arrivare a un Piano strategico nazionale sulla salute respiratoria. «Il Piano dovrà tracciare il quadro di indirizzo nazionale per la prevenzione, la diagnosi, la presa in carico, il trattamento, la riabilitazione e il monitoraggio delle patologie respiratorie croniche», ha spiegato Raffaele Scala, Presidente AIPO-ITS/ETS, indicando come obiettivo quello di ridurre incidenza e progressione delle malattie, migliorare gli esiti clinici e garantire una maggiore omogeneità tra le diverse aree del Paese.
Sul piano politico, il passaggio ora è quello di tradurre queste indicazioni in interventi concreti, a partire dagli strumenti già disponibili. «Nel Libro Bianco sono indicate tutte le cose da fare, a partire dalla prevenzione, dall’informazione e dalla necessità di far maturare nelle persone una maggiore consapevolezza di sé e dei propri stili di vita», ha spiegato l’Onorevole Gian Antonio Girelli, sottolineando come il tema riguardi non solo la malattia ma la persona nel suo complesso, inclusi gli aspetti sociali e psicologici. Il percorso indicato passa dalla legge di bilancio e dai provvedimenti sanitari, ma anche da una riflessione più ampia sull’assetto del sistema: «Il Servizio sanitario nazionale va mantenuto nei suoi principi universalistici, ma deve essere ammodernato rispetto a un contesto che è profondamente cambiato».
Dal lato degli operatori, il lavoro presentato viene letto come un punto di partenza per portare stabilmente la salute respiratoria nell’agenda politica. «Il Libro bianco vuole essere un primo momento di stimolo per le istituzioni per portare la salute respiratoria all’interno dell’agenda politica e questo lo fanno ancora meglio i Policy Paper», ha spiegato Carlo Zerbino, direttore generale di AIPO, indicando come primo passo concreto l’avvio di un tavolo di lavoro condiviso. «Il tavolo dovrà essere costruito insieme a tutti gli stakeholder per arrivare a un documento utile alle regioni sul controllo e la prevenzione delle malattie respiratorie», ha aggiunto, delineando un percorso che punta a tradurre le indicazioni strategiche in strumenti operativi. In questo quadro, la sfida che emerge è quella di passare dalla definizione delle priorità alla loro effettiva implementazione, in un sistema che resta segnato da vincoli di risorse ma anche da ampi margini di riorganizzazione.





