Politica
Dl Fiscale, come impatta nel settore auto
Di Giuliana Mastri
Il fisco torna al centro del dibattito politico ed economico in un passaggio delicato. Il Decreto Fiscale è arrivato in Senato e riapre il confronto tra Governo e imprese, soprattutto sul terreno degli incentivi e della certezza delle regole. Ma c’è un ambito in cui questi effetti sono immediati, ed è quello dell’auto. Il mercato italiano si muove con un parco circolante tra i più datati d’Europa e una domanda che riflette prezzi elevati e una capacità di spesa più contenuta. In questo contesto la fiscalità diventa una leva centrale, ma resta articolata tra diversi livelli e strumenti. Tra conti pubblici, incentivi e potere d’acquisto si gioca una parte importante delle prospettive di crescita del Paese.
«Penso che dobbiamo dare un’impostazione strutturale a questo tema. Il fatto che i fondi del Pnrr, pari a 597 milioni, siano stati utilizzati in pochissimo tempo, nell’arco di 24 ore, dimostra che esiste una domanda compressa e che bisogna intervenire soprattutto sul lato della domanda privata». Lo ha detto l’Onorevole Virginio Merola, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera, a Largo Chigi, format di Urania News. «Per quanto riguarda la fiscalità, quanto fatto va nella direzione di differenziare: più le auto sono sostenibili dal punto di vista ambientale, più beneficiano di una riduzione del carico fiscale, ad esempio attraverso il fringe benefit per le imprese. Il punto è che bisogna tenere conto che la maggior parte delle persone in Italia utilizza auto vecchie e non dispone degli stessi livelli di reddito. Andrebbe quindi impostato il tema del bonus in modo più universale, senza limitarsi alle imprese. Nelle grandi aziende il fringe benefit funziona, ma per le piccole e medie imprese e per i lavoratori che non operano in grandi realtà resta aperto il problema di come affrontare il rinnovo della propria auto», ha concluso.
«Le aziende oggi pesano per il 50% sul mercato del nuovo in Italia e il 50% va ai privati. Il nuovo immatricolato viene fatto con noleggio a lungo termine e acquisizioni da parte delle aziende. I privati sono molto marginali: 750mila immatricolazioni nel 25 a favore dei privati, 3,2 mln le compravendite di usato, con un’età media del parco auto circolante di oltre 13 anni. Per questo ci aspettiamo una normativa che intervenga sulla modifica della struttura di questo sistema che sembra cristallizzato», ha dichiarato Alessio Casonato, direttore commerciale di Agenzia Italia, intervenuto a Largo Chigi. «Negli ultimi vent’anni il prezzo medio delle auto è cresciuto di oltre il 90% mentre i redditi reali, negli ultimi dieci anni, sono diminuiti dell’8%, creando una forbice che spiega il blocco della domanda e il ricorso a finanziamenti sempre più lunghi, ormai simili a un mutuo. Per questo è urgente una strategia di lungo periodo per rilanciare il settore».
«Il Governo ha avviato una revisione del sistema fiscale puntando sulla riduzione del carico per imprese e famiglie e sulla semplificazione. Nel decreto fiscale sono state recepite alcune criticità segnalate dal sistema produttivo, con interventi che riguardano la conferma della tassazione su dividendi e plusvalenze, il ripristino degli strumenti legati alla Transizione 5.0 con un plafond di circa 1,5 miliardi, e uno stanziamento complessivo per l’iperammortamento che nel triennio supera i 9 miliardi», così a Largo Chigi l’onorevole di FdI Saverio Congedo, Capogruppo commissione Finanze alla Camera, intervenuto a Largo Chigi, il format in onda su Urania News. E ha aggiunto: «Sul fronte dell’auto occorre fare i conti con le limitazioni della deducibilità fiscale per l’utilizzo promiscuo, i costi elevati di acquisto e gestione e con la tendenza del mercato verso usato e forme di noleggio, si renderebbe necessario un rafforzamento degli incentivi e un ripensamento della normativa UE meno ideologica e più aderente al sistema produttivo automotive nazionale e europeo».
La puntata integrale di Largo Chigi





