Salute

Gli italiani e la sanità, un rapporto difficile. Il Report Stada 2026

23
Settembre 2026
Di Redazione

Quasi 3 italiani su 5 (59%) si dichiarano disponibili a prendere in considerazione una consulenza basata sull’AI invece di rivolgersi a un medico ma, nella maggior parte dei casi, solo a determinate condizioni, come la possibilità di un successivo confronto con un professionista sanitario (23%), l’uso dell’IA come secondo parere (13%) o per disturbi lievi (11%). Oltre 4 intervistati su 10 (44%) non usano l’IA per la salute. Tra quanti già vi ricorrono, gli impieghi più frequenti riguardano una migliore comprensione delle diagnosi (31%) e consigli sulla prevenzione (25%). Sono questi tra i dati principali fotografati nel focus italiano dello Stada Health Report 2026, presentato a Milano in un evento promosso da EG Stada Group, in collaborazione con Il Sole-24Ore. L’indagine, condotta da Human8 per Stada, ha coinvolto circa 2mila connazionali in una ricerca online tra febbraio e marzo 2026. Tra le preoccupazioni sull’uso dell’IA, il rischio di errori o diagnosi errate (52%), l’utilizzo dei dati sanitari senza consenso (36%) e la riduzione dell’interazione umana (36%).

Sul fronte delle aspettative, il 44% auspica diagnosi più rapide, il 39% un’assistenza meno costosa e il 35% un accesso più semplice ai servizi medici, anche in aree svantaggiate. Cruciale il ruolo degli operatori sanitari: “Sono considerati i principali responsabili dell’educazione alla salute dal 74% degli intervistati” – ha spiegato Luca Vitaloni, Associate Director di Human8 -. Si evince anche che il 45% degli italiani medici e farmacisti saranno sempre più impegnati nelle consulenze digitali e a distanza”. Anche nell’accesso ai servizi le persone prediligono il confronto diretto con i professionisti, per screening e controlli preventivi (78%), per consulti (78%), per consulenze del farmacista (69%) e per i percorsi psicologici (58%)

Cala, anche se in modo meno marcato rispetto agli anni precedenti, la soddisfazione degli italiani verso il sistema sanitario pubblico: meno di una persona su due si dichiara soddisfatta a fronte di una media del 56% negli altri Paesi. In particolare, il dato da noi si attesta al 45% rispetto al 48% del 2025. L’unica area che secondo gli italiani riceve un buon supporto pubblico e’ quella dell’accesso ai farmaci (59%) mentre appena il 40% si sente ben supportato dal Ssn nella prevenzione. Sul fronte tecnologie, in 6 italiani su 10 c’è ‘apertura’ verso l’Intelligenza artificiale ma nella cura resta centrale la relazione umana. L’indagine. Il Report analizza il modo in cui le persone percepiscono la salute e come i loro atteggiamenti si traducono in comportamenti concreti. “Da un lato cresce l’interesse verso innovazione e IA” – ha spiegato Luca Vitaloni, Associate Directo Human8 – dall’altro resta centrale il valore della relazione con medici e farmacisti.

Inoltre, solo il 24% degli italiani ritiene che il sistema sanitario pubblico offra buon supporto nell’area dell’assistenza sanitaria agli anziani e questo dato è nettamente inferiore alla media europea del 32%. Oltre la metà degli italiani si dichiara preoccupata di invecchiare e il dato sale al 65% nelle donne. Preoccupano bisogno di assistenza, declino cognitivo, problemi economici.

“Oggi il nostro Servizio sanitario nazionale attraversa una fase di difficoltà e mostra alcune fragilità, ma resta un valore fondamentale per il Paese, che dobbiamo impegnarci a preservare”, ha dichiarato Salvatore Butti, General Manager & Managing Director di EG Stada Group, in conclusione dell’evento di presentazione. “Oggi – ha aggiunto – abbiamo la conferma che questo Report e’ diventato e può essere uno strumento di discussione e di stimolo su tanti temi, dall’alfabetizzazione sanitaria alla digitalizzazione e all’Intelligenza artificiale, che possono offrire un contributo importante aiutando i professionisti sanitari a rendere il percorso di cura più semplice, tempestivo e vicino ai bisogni delle persone, all’interno di un modello in cui la relazione umana deve restare centrale”.

“Quanto al dato del 45% di italiani che esprimono soddisfazione per il sistema sanitario, più che al numero guarderei al trend in calo – ha sottolineato -. Ci dice che in questi ultimi anni il sistema non è andato migliorando ma peggiorando. Non è solo una questione economica ma soprattutto occorre che soldi vengano investiti bene e nella maniera corretta. Per quanto ci riguarda – ha concluso Butti – lo Stada Health Report è un esempio concreto così come nostro il Tour della salute che punta sulla prevenzione e che ha raggiunto i 70mila iscritti’.