Politica

Autonomia differenziata, il Piemonte dà il via libera alle intese con il governo

23
Settembre 2026
Di Giuliana Mastri

Il Piemonte compie il primo passo verso l’autonomia differenziata. La maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale ha approvato lo schema di intesa con il governo, aprendo la strada agli accordi e al successivo passaggio parlamentare. Un risultato rivendicato dalla Lega, che vede nel voto anche un successo politico, mentre le opposizioni e i sindacati contestano il progetto e i suoi possibili effetti sui servizi e sulle disuguaglianze territoriali.

Il pacchetto riguarda quattro materie e non le 23 competenze previste inizialmente: protezione civile, professioni, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Dopo la bocciatura della Corte costituzionale, il percorso si è infatti ristretto e l’orizzonte politico dell’autonomia si presenta oggi più limitato.

L’approvazione piemontese apre comunque una procedura che prevede la firma delle intese e la successiva ratifica parlamentare. Il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari ha indicato nel Parlamento il punto di arrivo: «Il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari parla di “un altro importante passo in avanti verso il traguardo finale: un Piemonte libero di decidere il proprio cammino”.

Per il governatore Alberto Cirio, l’autonomia rappresenta soprattutto uno strumento per rispondere alle specificità territoriali. Il presidente della Regione rivendica una posizione sostenuta fin dal suo primo mandato: «L’autonomia non deve essere un principio astratto, ma uno strumento concreto». Nelle intenzioni della Regione, il trasferimento di competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica dovrebbe consentire «una maggiore flessibilità nella programmazione, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza».

Il voto ha anche una rilevanza politica per la Lega. Il partito può rivendicare un risultato coerente con una delle sue battaglie storiche, in una fase in cui i vertici del Carroccio sono attraversati dal confronto interno sul futuro del partito. Il governatore, secondo la ricostruzione del Corriere Torino, potrà far valere il risultato anche nei confronti degli alleati salviniani, mentre nel partito si discute della possibilità di arrivare a un nuovo congresso in vista delle prossime elezioni politiche.

Le opposizioni votano contro

Sul fronte opposto, il Pd ha votato contro il provvedimento insieme alle altre forze del campo largo. Le critiche riguardano soprattutto il rischio che l’autonomia possa aumentare le differenze tra i territori e compromettere l’uniformità dei servizi.

Gianna Pentenero e Mauro Calderoni parlano di «autonomia differenziata senza risorse» e sostengono che il trasferimento di funzioni possa aumentare le differenze territoriali. Il Movimento 5 Stelle, con Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio, definisce invece il provvedimento «un’operazione di propaganda mettendo in discussione l’utilità».

Vittoria Nallo di Stati Uniti d’Europa punta il dito sul disavanzo delle Asl, mentre Alice Ravinale di Alleanza Verdi e Sinistra afferma che l’autonomia «non farà altro che aumentare le diseguaglianze».

Contrari anche i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno espresso in commissione la preoccupazione che l’attribuzione di nuove competenze alla Regione possa «frammentare i servizi pubblici, peggiorare le condizioni di lavoro e ridurre le garanzie sociali».

Il centrodestra punta al passaggio parlamentare

La maggioranza respinge le contestazioni e considera il voto coerente con il programma elettorale. La Lega intende ora richiamare la propria agenda, anche in vista dell’approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio dei ministri e del successivo voto definitivo del Parlamento.

Il percorso, tuttavia, non è ancora concluso. Una volta completato il passaggio nazionale, resterà da capire quali competenze verranno effettivamente attribuite al Piemonte e, soprattutto, come sarà organizzata la gestione quotidiana dei servizi. È su questo terreno che il confronto politico sull’autonomia differenziata è destinato a proseguire.