Politica

Roma e Dublino, l’asse europeo che unisce industria, innovazione e nuovi scambi. Intervista all’Ambasciatrice McCullough

30
Luglio 2026
Di Alessandro Caruso

(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)

Elizabeth McCullough è l’Ambasciatrice d’Irlanda in Italia. Nel pieno della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, sottolinea la crescita dei rapporti politici ed economici tra Roma e Dublino, indicando nel mercato unico, nella semplificazione, nella ricerca e nella cooperazione industriale i principali terreni di collaborazione.

Come descriverebbe oggi i rapporti tra Italia e Irlanda?
«La relazione tra Irlanda e Italia è caratterizzata da una vicinanza di lunga data e da una profonda simpatia reciproca. I legami storici e culturali sono molto solidi e i rapporti tra le nostre società sono sempre stati particolarmente positivi. Anche la partnership economica continua a rafforzarsi: gli scambi bilaterali sono cresciuti costantemente negli ultimi anni e interessano settori molto diversi, tra cui agroalimentare, farmaceutica e scienze della vita. È aumentato significativamente anche il turismo in entrambe le direzioni. Sul piano politico, i rapporti tra governi sono eccellenti. Italia e Irlanda collaborano strettamente nell’Unione europea e nelle organizzazioni multilaterali, comprese le Nazioni Unite, condividendo posizioni su numerosi dossier. Guardiamo con particolare interesse alla cooperazione con l’Italia durante la presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue».

Su quali dossier Roma e Dublino possono lavorare insieme durante la presidenza irlandese dell’Ue?
«Competitività, valori e sicurezza sono i tre pilastri della presidenza irlandese. Irlanda e Italia possono collaborare soprattutto per realizzare pienamente il potenziale del mercato unico. La roadmap “One Europe, One Market” può contribuire concretamente a migliorare la competitività europea, eliminando le barriere agli scambi interni, aiutando le imprese e le Pmi a crescere e migliorando l’accesso ai finanziamenti. Anche la semplificazione delle regole europee è una priorità condivisa: è essenziale ridurre i costi amministrativi, in particolare per le piccole e medie imprese, mantenendo al tempo stesso standard elevati sul piano ambientale e negli altri ambiti di tutela».

Come possono Italia e Irlanda contribuire a rafforzare la posizione europea nei rapporti con gli Stati Uniti?
«Irlanda e Italia hanno entrambe rapporti molto solidi con gli Stati Uniti, anche grazie alle rispettive comunità e ai legami culturali costruiti nel tempo. I nostri Paesi riconoscono che la relazione tra Unione europea e Stati Uniti è essenziale per la prosperità e la sicurezza di entrambe le sponde dell’Atlantico. Ogni giorno vengono scambiati beni e servizi per circa 4,6 miliardi di euro. Ue e Stati Uniti sono i principali partner commerciali reciproci, rappresentano quasi il 30 per cento del commercio globale di beni e servizi e il 43 per cento del Pil mondiale. Vogliamo proteggere e rafforzare questa partnership economica, restituendole quella prevedibilità che le imprese europee e statunitensi chiedono con forza».

Quali settori possono trainare ulteriormente gli scambi tra i due Paesi?
«La forte crescita del commercio tra Irlanda e Italia riflette la complementarità delle nostre economie. Nel 2025 le esportazioni globali delle imprese irlandesi hanno raggiunto 38,86 miliardi di euro, con un incremento dell’8 per cento rispetto all’anno precedente. Le esportazioni delle aziende sostenute da Enterprise Ireland sono aumentate del 94 per cento nell’ultimo decennio e l’Italia è oggi l’ottavo mercato più importante per l’export delle imprese irlandesi. Vediamo particolari potenzialità nelle scienze della vita, nell’Ict, nei software e nei servizi digitali, oltre che nelle costruzioni e nei servizi di ingegneria. Anche il comparto alimentare e delle bevande offre prospettive significative: queste esportazioni sono cresciute di circa il 75 per cento nell’ultimo decennio, trainate da carne bovina, prodotti lattiero-caseari e ittici. I consumatori italiani privilegiano qualità e provenienza rispetto ai volumi e questo rende particolarmente attrattivi i prodotti premium irlandesi».

Quanto conta la cooperazione tra università, ricercatori e studenti?
«Gli scambi universitari e la mobilità dei ricercatori rappresentano uno strumento importante per rafforzare le relazioni tra Irlanda e Italia. La mobilità tra i due Paesi si sviluppa soprattutto attraverso Erasmus+ e le borse Marie Skłodowska-Curie, che sostengono i ricercatori impegnati in esperienze internazionali. Una delle priorità della presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue è far avanzare in modo significativo i negoziati sul prossimo programma Horizon Europe, fondamentale per il futuro della ricerca. L’Irlanda dispone inoltre di un importante settore dedicato all’insegnamento della lingua inglese e un numero crescente di italiani sceglie il nostro Paese per studiare e perfezionare l’inglese. Stiamo lavorando con i colleghi italiani a un quadro stabile di cooperazione sugli scambi studenteschi, con l’obiettivo di avvicinare ulteriormente le nuove generazioni dei due Paesi».