Politica

Meloni candidata alle europee: «Lo faccio per dare ancora più forza all’Italia»

29
Aprile 2024
Di Giampiero Cinelli

Giorgia Meloni sarà candidata alle elezioni europee come capolista in tutte le circoscrizioni, lo ha annunciato ieri nella conferenza programmatica di Fratelli D’Italia a Pescara. Sulla scheda elettorale basterà scrivere “Giorgia”, e il primo ministro lo ha spiegato come la possibilità di esprimere il voto con un forte timbro emotivo, riconoscendo un leader che si sente vicino, ma allo stesso tempo è anche perché sulla scheda elettorale ci sarà scritto “Giorgia Meloni detta Giorgia” (ha detto successivamente Francesco Lollobrigida). La candidatura non permetterebbe comunque di essere eletta a Bruxelles, in quanto le norme dell’Ue vietano a chi ricopre ruoli di governo di avere anche un seggio da eurodeputato, Meloni è inoltre presidente di Ecr, il partito europeo dei Conservatori e Riformisti, ma è evidente che la sua scelta supera gli aspetti elettorali.

Anche se il premier dovrà lasciare il seggio a un candidato non eletto, esporsi sarà servito per avocare una quanto più larga fetta di popolazione, chiedendo di dare maggiore solidità al governo italiano nelle sedi europee, con la speranza di «cambiare rotta» e di inaugurare una Unione Europea a trazione realmente conservatrice. Giorgia Meloni non ha neppure nascosto che serva a lei e all’esecutivo al fine di testare il gradimento nazionale fino ad ora. Specificando che la sua candidatura non toglierà neppure un minuto a parlamentari e membri del governo nella loro attività corrente.

«Lo faccio perché – ha sottolineato – a questo percorso europeo ho dedicato molto impegno in questi anni ancora prima di diventare Presidente del Consiglio e ancora di più una volta ricevuto questo grande onore. Voglio chiedere agli italiani se sono soddisfatti del lavoro che stiamo facendo in Italia e in Europa. Lo faccio perché, oltre a essere presidente di Fdi, sono anche la leader dei conservatori europei che vogliono avere un ruolo decisivo. Lo faccio perché voglio che sia chiaro il messaggio che votando FdI l’8 e 9 giugno si voterà per dare ancora più forza al nostro governo e all’Italia in Europa. E lo faccio perché mi sono sempre considerata un soldato e i soldati quando devono non esitano a schierarsi in prima linea».

Si potrebbe pensare, come in altre fattispecie, alla personalizzazione del voto. Che è sempre un rischio. Tuttavia non è strettamente questo il caso a nostro avviso. Chi vota alle europee sta votando non solo Meloni ma si sta collocando politicamente in un’area. Area di cui Meloni aspira a confermarsi leader, non potendo comunque totalizzare lo spazio politico. Ciò non avviene del tutto in Italia e non può avvenire soprattutto nel contesto europeo. Una verità, tuttavia, è che nel sistema elettorale dell’Unione, più che in Italia, contano le preferenze. Allora il nome Giorgia non può che avere più attrattiva rispetto ad altri.

Basata invece sulla personalizzazione si è levata la critica delle opposizioni alla candidatura di Meloni: «L’Italia è cambiata, dice lei. Purtroppo sì, ma in peggio, basta chiederlo alle persone, basta stare in mezzo alla gente. Il problema è che la Presidente del Consiglio si divide tra Palazzo Chigi e la propaganda di TeleMeloni, ha perso il contatto con la realtà», ha affermato la segretaria del Pd Elly Schlein, anche lei candidata alle europee.

«L’idea di Europa della Meloni è la fine dell’Europa. Contro questo modello da ‘discepola di Orban’ combatteremo alle elezioni europee. L’Italia è un grande paese fondatore dell’UE, non l’Ungheria degli amici di Putin. Mobilitiamoci», ha scritto su X il leader di Azione Carlo Calenda, anch’egli in corsa per un seggio a Bruxelles e presente in tutte le circoscrizioni. Calenda ha annunciato la candidatura nello stesso giorno in cui lo ha fatto Meloni, spiegato di averci ripensato dopo aver visto che ci saranno sia la Schlein che la presidente del Consiglio, la cui proposta politica Calenda reputa contraria ai valori europei.

l’Italia può eleggere in tutto 76 eurodeputati e per le elezioni europee si divide in cinque circoscrizioni elettorali, ognuna delle quali elegge un numero di europarlamentari proporzionale al numero di abitanti. Vedremo se la discesa in campo di Giorgia Meloni smuoverà di molto gli equilibri. L’obiettivo, se non esplicito, è più che plausibile.