Politica
Ddl caccia, testo in Commissione alla Camera, dialettica accesa
Di Giampiero Cinelli
Il disegno di legge sulla caccia continua a impegnare il Parlamento e ad alimentare un forte dibattito che va ben oltre gli schieramenti politici. Il provvedimento, attualmente all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dopo il via libera del Senato, introduce una profonda revisione della legge quadro del 1992 sulla tutela della fauna selvatica. Tra le novità figurano l’ampliamento del numero di specie cacciabili, l’estensione delle aree e dei periodi consentiti per l’attività venatoria, l’utilizzo dei richiami vivi e una diversa definizione del ruolo del cacciatore, descritto come «bioregolatore».
Le modifiche hanno però suscitato forti perplessità sia tra le associazioni ambientaliste sia all’interno della stessa maggioranza. Le critiche arrivano anche da Forza Italia e da Noi Moderati. Michela Brambilla, deputata del gruppo centrista, ha ribadito la propria contrarietà al testo, spiegando di non voler arretrare.
Le obiezioni riguardano anche il possibile contrasto con la normativa europea. La Commissione europea aveva già espresso dubbi lo scorso dicembre, inviando una lettera nella quale segnalava la possibile incompatibilità di alcune disposizioni con la direttiva Uccelli e con quella Habitat. Una parte di quelle osservazioni è stata recepita durante il passaggio al Senato: tra le modifiche introdotte figurano il divieto di utilizzare dispositivi per la visione notturna e interventi sull’elenco delle specie cacciabili, dal quale sono stati esclusi animali come lo stambecco e il camoscio. Resta invece la possibilità di utilizzare richiami vivi, anche se limitata a specie diverse dagli uccelli.
La maggioranza punta comunque a un iter rapido. L’obiettivo è arrivare all’approvazione definitiva entro un anno dalle prossime elezioni presidenziali, anche se il calendario dei lavori potrebbe slittare a causa delle numerose audizioni ancora in programma. Il testo è infatti destinato a essere nuovamente modificato durante l’esame in Commissione..
Non mancano, al contrario, posizioni favorevoli. Federcaccia sostiene che la figura del cacciatore svolga già oggi un’importante funzione di gestione della fauna e considera la disciplina sui richiami pienamente conforme alle norme comunitarie. Anche Enalcaccia insiste sulla necessità di armonizzare i calendari venatori italiani con quelli in vigore nel resto d’Europa, giudicando la legislazione nazionale eccessivamente restrittiva.
Lo scontro resta acceso anche sul piano politico. Le opposizioni chiedono al Governo di riferire in Parlamento sugli sviluppi del confronto con Bruxelles, mentre la maggioranza difende la riforma, ritenendola un intervento necessario per aggiornare una normativa considerata ormai superata.





