Politica
Ricerca sul cancro, Airc propone un Patto nazionale: oltre 142 milioni investiti nel 2026
Di Giampiero Cinelli
Un’alleanza tra istituzioni, università, strutture sanitarie, imprese e Terzo settore per rafforzare la ricerca oncologica italiana, sostenere i ricercatori e migliorare le prospettive di prevenzione e cura. È la proposta avanzata da Fondazione Airc durante la cerimonia inaugurale de I Giorni della Ricerca, ospitata al Palazzo del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’incontro, dedicato al valore della ricerca sul cancro come strumento di progresso scientifico e investimento per le nuove generazioni, ha riunito rappresentanti delle istituzioni e della comunità scientifica. Sono intervenuti il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il ministro della Salute Orazio Schillaci, il presidente di Fondazione Airc Andrea Sironi, la direttrice scientifica Anna Mondino e Alessandro Maria Vannucchi, professore di Ematologia e direttore dell’Ematologia e del Dipartimento di Oncologia dell’Università e Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze.
Airc, 779 iniziative finanziate e un nuovo Patto per la Ricerca
Nel suo intervento, Andrea Sironi ha sottolineato la necessità di rendere più stabile la collaborazione tra il mondo della ricerca, le istituzioni e la società civile. Una cooperazione che ha accompagnato l’attività di Airc per oltre sessant’anni e che, secondo il presidente, deve essere ulteriormente rafforzata.
«La malattia spesso isola, mentre la ricerca unisce», ha dichiarato Sironi, ricordando che nel 2026 Fondazione Airc ha finanziato 779 tra progetti di ricerca, borse di studio e programmi speciali, con un investimento superiore a 142 milioni di euro.
Il Patto per la Ricerca proposto dalla Fondazione punta a individuare priorità comuni, dalla prevenzione al sostegno delle carriere scientifiche, favorendo le condizioni affinché i ricercatori possano sviluppare il proprio talento in Italia.
Un ruolo determinante continua a essere svolto dai cittadini. Sono infatti oltre 1,8 milioni i contribuenti che hanno scelto di destinare il cinque per mille ad Airc.
Sironi ha accolto positivamente l’innalzamento a 610 milioni di euro nel 2026 del tetto complessivo del cinque per mille, auspicando che in futuro questo limite possa riflettere sempre più fedelmente le preferenze espresse dai contribuenti.
Mondino: la comprensione dei tumori va oltre le mutazioni del DNA
La direttrice scientifica di Fondazione Airc, Anna Mondino, ha approfondito l’evoluzione delle conoscenze sui meccanismi biologici che determinano la comparsa e la progressione dei tumori.
Il riferimento è alla revisione del 2026 degli hallmarks of cancer, le caratteristiche fondamentali attraverso cui vengono studiati lo sviluppo e la diffusione delle malattie oncologiche.
Per lungo tempo la ricerca si è concentrata soprattutto sulle mutazioni del DNA. Pur rimanendo un elemento essenziale, questa interpretazione non è sufficiente, da sola, a spiegare la complessità del cancro.
Oggi assumono un’importanza crescente anche il sistema immunitario, il metabolismo, l’infiammazione, le caratteristiche del tessuto di origine e le interazioni con l’intero organismo.
Secondo Mondino, una conoscenza più articolata di questi processi permette di individuare nuove possibilità di prevenzione, diagnosi e trattamento. Le acquisizioni scientifiche, tuttavia, non si traducono automaticamente in terapie disponibili: sono necessari studi rigorosi e successive validazioni cliniche.
Per questa ragione, la direttrice scientifica ha ribadito l’importanza di finanziare con continuità la ricerca di base, traslazionale e clinica, promuovendo una collaborazione sempre più stretta tra ricercatori e medici.
L’obiettivo di Airc è sostenere idee innovative e competenze interdisciplinari, accelerando, quando possibile, il passaggio dalle scoperte scientifiche ai benefici concreti per i pazienti.
Bernini: un Piano triennale da 1,2 miliardi per la continuità della ricerca
Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di offrire ai ricercatori maggiore certezza nella programmazione delle attività e nella continuità lavorativa.
«La ricerca ha un percorso lungo», ha osservato il ministro, indicando nella prevedibilità dei tempi una condizione fondamentale per consentire lo sviluppo dei progetti scientifici.
Bernini ha ricordato che il ministero ha introdotto un Piano triennale finanziato con 1,2 miliardi di euro, accompagnato da un bando strutturato e unico.
L’intervento, secondo il ministro, risponde all’esigenza di assicurare condizioni più stabili a chi opera nella ricerca, un settore nel quale i risultati richiedono spesso tempi prolungati.
Schillaci: ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha posto al centro del proprio intervento il problema delle differenze territoriali nell’assistenza sanitaria, sottolineando la necessità di intervenire sia sulle disparità tra Regioni sia su quelle presenti all’interno dei singoli territori.
Particolare attenzione è stata dedicata alla mobilità sanitaria, che costringe ancora numerosi pazienti a spostarsi dalla propria Regione per ricevere le prestazioni necessarie.
«Dedicherò questi ultimi mesi di governo a cercare di fare in modo che su tutto il territorio nazionale siano garantite le stesse possibilità di cura», ha affermato Schillaci.
Il ministro ha inoltre indicato come priorità l’accelerazione del trasferimento dei risultati della ricerca scientifica nella pratica clinica, così da favorire trattamenti più efficaci e ridurre le sofferenze evitabili.
Richiamando i dati sull’oncologia, Schillaci ha riferito che nel 2025 sono diminuiti sia i decessi per tumore sia le diagnosi oncologiche. Ha inoltre evidenziato che l’Italia registra un tasso di mortalità oncologica inferiore alla media dell’Unione europea e risultati di sopravvivenza superiori alla media europea per diverse tipologie di tumore.
Dietro questi progressi, ha sottolineato, si trova il lavoro di migliaia di ricercatori.
Aurigemma: la ricerca è una risorsa per il Paese
Alla cerimonia ha partecipato anche Antonello Aurigemma, coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.
Aurigemma ha richiamato il valore sociale e istituzionale dell’impegno scientifico contro il cancro, riconoscendo il contributo di Fondazione Airc al finanziamento della ricerca, alla formazione e alla diffusione della cultura della prevenzione.
«La ricerca è una risorsa essenziale per il Paese e una speranza concreta per milioni di persone e per le loro famiglie», ha dichiarato.
Secondo Aurigemma, sostenere il lavoro di chi studia, previene e cura le malattie significa investire nella dignità delle persone, nella qualità della vita e nelle opportunità delle generazioni future. La collaborazione tra cittadini, istituzioni e comunità scientifica resta, in questa prospettiva, una condizione fondamentale per trasformare le conoscenze in nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche.





