Economia

Energia, Pichetto sul nucleare: decreti entro dicembre e deposito delle scorie entro un anno

28
Ottobre 2026
Di Giampiero Cinelli

Il percorso per il ritorno al nucleare, le misure a sostegno delle imprese nella prossima manovra, la revisione del sistema europeo delle emissioni e la tutela della capacità di raffinazione. Sono stati questi i principali temi affrontati a Roma durante l’assemblea annuale di Confindustria Energia, con gli interventi del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e del presidente dell’associazione Guido Brusco.

Sul nucleare, Pichetto Fratin ha confermato l’intenzione di presentare entro la fine dell’anno tutti i decreti attuativi, mentre per il deposito delle scorie radioattive ha indicato un orizzonte temporale di un anno per arrivare a una soluzione.

Nucleare, Pichetto: possibili anche le aree militari per il deposito delle scorie

La localizzazione del deposito delle scorie rappresenta una delle priorità indicate dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il governo sta riaprendo la fase delle candidature da parte dei Comuni interessati a ospitare l’infrastruttura, ma Pichetto Fratin ha richiamato anche un’alternativa nel caso in cui non arrivassero disponibilità da parte delle amministrazioni locali.

«Il deposito delle scorie è la prima cosa da chiudere, va chiusa entro un anno. Stiamo riaprendo la fase delle candidature. Se non ci fossero candidature, ci sono le aree militari», ha dichiarato il ministro.

Pichetto ha inoltre confermato che i decreti attuativi sul nucleare saranno presentati entro dicembre, pur non avendo ancora stabilito se procedere con provvedimenti distinti oppure con un unico pacchetto.

«Confermo, io presento tutti i decreti entro dicembre. La valutazione che sto facendo è se presentarli separati o fare un pacco unico; cioè un bel tomo con tanti capitoli», ha spiegato.

Manovra, Tajani annuncia sostegni energetici anche per le PMI

Un altro capitolo dell’assemblea ha riguardato gli interventi economici destinati alle imprese. Tajani ha anticipato che nella prossima manovra saranno previste misure di sostegno sul fronte dell’energia, con l’obiettivo di estendere anche alle piccole e medie imprese la possibilità di beneficiare dell’energy release, non limitandola alle aziende di maggiori dimensioni.

Per finanziare e realizzare gli interventi, il governo intende avvalersi anche della flessibilità concessa dall’Unione europea in materia energetica.

Il ministro degli Esteri si è soffermato inoltre sul contributo richiesto al settore finanziario nell’ambito della legge di Bilancio, precisando che le misure non riguarderanno esclusivamente banche e assicurazioni.

«Ci saranno contributi dal settore finanziario. Non soltanto da banche e assicurazioni, anche da altri settori che vivono in condizioni positive. Ma non saranno interventi che metteranno in alcun modo a repentaglio la solidità di questo settore», ha dichiarato Tajani.

Secondo il vicepremier, la stabilità politica e la tenuta dei conti pubblici produrranno benefici anche per i soggetti economici chiamati a contribuire alla manovra.

Sul sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’Ets, Tajani ha espresso ottimismo rispetto alla possibilità di ottenere ulteriori margini per l’industria.

Il ministro ha richiamato il segnale positivo arrivato dall’Unione europea, con 80 milioni di quote gratuite per il settore energivoro, ai quali si aggiungono altri 43 milioni, per un totale di 123 milioni di quote.

Il confronto europeo resta aperto, in particolare sul vincolo che riguarda la destinazione dei due terzi delle quote. Tajani auspica che, durante il trilogo, tale limitazione possa essere eliminata, consentendo di utilizzare le quote anche a beneficio di altri comparti industriali, tra cui la chimica.

«Sono abbastanza ottimista che nel trilogo si possa togliere il vincolo sulla destinazione dei due terzi delle quote, per dedicarle anche ad altri settori industriali, penso alla chimica. L’iter non è concluso, ma stiamo lavorando, e penso si possa arrivare al risultato», ha affermato.

La modifica resta dunque un obiettivo del negoziato europeo e non una decisione già approvata.

Raffinazione, Brusco chiede il riconoscimento come settore strategico europeo

Nel corso dell’assemblea, il presidente di Confindustria Energia Guido Brusco ha posto l’accento sulla necessità di preservare la capacità di raffinazione europea, alla luce delle crisi internazionali e delle tensioni nel Golfo.

«La raffinazione va riconosciuta come settore strategico europeo. Le crisi degli ultimi anni e le tensioni nel Golfo ricordano che la sicurezza non riguarda soltanto il greggio, la materia prima: conta la disponibilità dei prodotti che utilizziamo, sui quali si sono manifestate le vulnerabilità più recenti», ha dichiarato.

Secondo Brusco, mantenere operativi e modernizzare gli impianti competitivi, accompagnandone la trasformazione, è necessario per evitare un aumento della dipendenza dalle importazioni di prodotti raffinati.

«Una raffineria che chiude non è soltanto capacità produttiva perduta: è un patrimonio di infrastrutture, competenze, logistica e sicurezza irreversibilmente compromesso, che non si ricostruisce nel tempo di un’emergenza», ha sottolineato il presidente di Confindustria Energia.

La rielaborazione utilizza esclusivamente le agenzie fornite. Ho accorpato le due notizie duplicate sul deposito delle scorie e sull’Ets, mantenendo distinti gli annunci del governo, gli obiettivi ancora in discussione e le valutazioni dei protagonisti.