Cronache USA / News

Usa: accordi con l’Iran latitano, missili per l’Ucraina mancano, Trump attacca lo ‘ius soli’

07
Agosto 2026
Di Giampiero Gramaglia

Sembrano essersi perse le tracce degli accordi a più riprese annunciati dal presidente Donald Trump per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e bloccare i programmi nucleari dell’Iran. E neppure l’intesa che pareva fatta tra Iran e Oman, i due Paesi rivieraschi dello Stretto, risulta essere stata siglata. Ma è probabile che i mediatori continuino a lavorare sotto traccia. La Cnn chiosa ironicamente che “un accordo su Hormuz sta per essere raggiunto, ma non è quello che Trump vuole e che ha annunciato”.

La buona notizia resta che da una settimana, ormai, non si spara più nella Regione e non vi sono più vittime. O, almeno, che Usa e Iran non si scambiano più colpi, perché focolai di violenza persistono nello Yemen, dove c’è il rischio che la guerra civile si riaccenda, e in CisGiordania  e a Gaza, dove, secondo fonti di stampa, il Board of Peace avrebbe assegnato il primo contratto per la ricostruzione: una caserma destinata a ospitare truppe marocchine, che sarà realizzata da un’impresa statunitense.

Tra tregua militare e stallo negoziale sul fronte iraniano, l’attenzione si sposta su quello ucraino e, in senso lato, europeo. Il Wall Street Journal apre con una rivelazione dell’intelligence sulle intenzioni della Russia: i servizi segreti Usa ora pensano che il presidente russo Vladimir Putin potrebbe testare la risoluzione dei Paesi della Nato a difendersi, e soprattutto a difendersi l’un l’altro, attuando  incursioni limitate. Finora, invece, la percezione dell’intelligence era che il leader russo non avrebbe provocato l’Alleanza durante la guerra in Ucraina.

Cui dedica l’apertura anche la Cnn, che spiega come i missili balistici russi, a lunga gittata e iper-veloci, stiano sfruttando i buchi nelle difese aeree ucraine: “La scarsità di intercettori ha causato decine e forse centinaia di vittime civili nelle ultime settimane”. Un tema che si ricollega a quello della scarsità di missili e munizioni che accusano, dopo la campagna contro l’Iran, le forze armate Usa, condizionando le scelte di Trump ma anche la possibilità di cedere a Kiev sistemi anti-aerei.

Batte su questo tasto il Washington Post, che fornisce ulteriori dettagli sullo scontro che c’è stato, una settimana fa, a Camp David, fra il presidente Trump e il segretario alla Guerra Pete Hegseth, che gli avrebbe tenuto nascoste le carenze degli arsenali che condizionano le scelte militari Usa, oltre che frenare le forniture all’Ucraina.

Sulla guerra di Mosca, la Cnn rivela il fenomeno delle ‘vedove nere’ russe, donne che circuiscono soldati al fronte e li inducono a sposarle, incassando, poi, in caso di morte al fronte o per causa di guerra, i benefici economici riservati ai congiunti dei caduti e sottraendoli alle loro famiglie.

Se i conflitti creano problemi, il presidente Trump volta lo sguardo altrove e cerca di intaccare, emanando due nuovi ordini esecutivi, lo ‘ius soli’ previsto dalla Costituzione statunitense e recentemente confermato dalla Corte Suprema, che ha cassato un’iniziativa dell’Amministrazione per negare o limitare il conferimento della cittadinanza a chiunque nasca sul suolo Usa.

Questa volta, i due ordini esecutivi firmato ieri dal presidente negano la cittadinanza ai figli delle cosiddette “turiste della nascita” – donne incinte che si trasferiscono nell’Unione per partorire – e anche ai figli “di stranieri nemici”, o di lobbisti stranieri operanti sul suo,o Usa. La Csa Bianca afferma che le nuove misure non sono in conflitto con quanto sancito dalla Corte Suprema. Invece, la previsione dei media è che gli ordini esecutivi saranno contestati in giustizia e possano di nuovo finire all’esame della Corte Suprema, non prima però delle elezioni di midterm del 3 novembre.

L’impressione è che Trump cerchi in tal modo di capitalizzare su uno dei pochi temi su cui continua a godere del favore dell’opinione pubblica, il contrasto all’immigrazione. Altre iniziative di Trump sembrano invece andare contro le priorità degli elettori e creano allarme fra i candidati repubblicani alle prossime elezioni: ad esempio, una che limita gli interventi contro la povertà e l’altra sui vaccini nel segno delle scelte ‘no vax’ del segretario alla Sanità Robert F. Kennedy.