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Trump continua la guerra all’Iran e la dichiara alle elezioni

17
Luglio 2026
Di Giampiero Gramaglia

Dopo avere riaperto la guerra all’Iran e avere accantonato le ambizioni di mettere pace in Ucraina, Donald Trump dichiara guerra alle elezioni negli Stati Uniti, con un discorso alla Nazione in cui rilancia, senza elemento di prova alcuno, la tesi che nel 2020 gli venne scippata la vittoria e denuncia ingerenze della Cina e falle nei meccanismi di voto dell’Unione. E’ un discorso che prepara il terreno – osservano numerosi commentatori – per contestazioni dei risultati delle elezioni di midterm, il 3 novembre, se i repubblicani dovessero perdere la maggioranza alla Camera e/o al Senato, come i sondaggi oggi indicano possibile.

Secondo un rilevamento della Ipsos per il Washington Post, il 61% degli americani hanno un’opinione negativa del loro presidente e solo il 15% ne hanno un’opinione “fortemente positiva” (in calo dal 19%), il 22% “piuttosto positiva”. Nel suo primo mandato, Trump aveva costantemente avuto almeno un 30% di giudizi “fortemente positivi”. Fra le ragioni del malcontento, la guerra all’Iran è al primo posto, anche per l’impatto sui prezzi dell’energia e non solo – su cui incidono pure i dazi -.

Trump : il discorso, il posto dell’Iran e dell’Ucraina
Trump parla alla Nazione in prime time, alle 21.00 ora della Eat Coast, le tre del mattino in Italia. Due delle tre principali reti televisive statunitensi, la Abc e la Nbc, non lo trasmettono il discorso: una scelta dettata da previsioni di audience; il magnate presidente minaccia di privarle della licenza.

Mentre Trump parla, le forze armate degli Usa attaccano l’Iran per il sesto giorno consecutivo e colpiscono, fra l’altro, ponti e porti, distruggendo – dice il Pentagono – una torre di controllo. L’Iran replica attaccando interessi americani in Bahrein, Kuwait, Giordania e anche in Qatar, uno dei Paesi che mediano tra Teheran e Washington -. Trump rinnova la minaccia di annientare “tutte le infrastrutture regionali” presenti nel Paese, comprese quelle energetiche.

Nel suo discorso, Trump dedica all’Iran poche battute iniziali, ribadendo l’asserzione che gli Usa stanno vincendo. E ignora quanto sta avvenendo in Ucraina, dove, a parte i consueti bombardamenti notturni incrociati, c’è fermento sociale e politico: la decisione del presidente Volodymyr Zelensky, avallata dal Parlamento, di sostituire la premier Yulia Svyrydenko con Serhii Koretskyi e, soprattutto, d’avvicendare il giovane e popolarissimo ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, nominato solo sei mesi or sono. La destituzione di Fedorov, l’artefice della controffensiva ucraina in Crimea e in profondità sul territorio russo, suscita irritazione e interrogativi.

La ‘trumpiana’ Fox News non apre con il discorso, ma con gli sviluppi della guerra all’Iran: “Teheran – scrive – rivendica aspri attacchi contro le basi americane… Il conflitto è a una svolta… L’Iran mette i gruppi terroristici sul chi vive per la minaccia di attacchi agli impianti energetici…”. E un esperto assicura che “bastano pochi colonnelli ribelli” a rovesciare il regime iraniano: fatto sta che, ad oggi, non si sono trovati, ammesso che bastino.

Trump: il discorso, preparando il terreno a una sconfitta
Il discorso alla Nazione di Trump parte dall’asserzione del magnate di avere vinto le elezioni 2020 – quelle vinte dal suo rivale Joe Biden -, ribadita senza però offrine prova a supporto dell’affermazione. Il discorso viene per lo più commentato con freddezza e perplessità: singolare che, a parte la scelta di Abc e Nbc, Ap, Nyt e Wp non gli dedichino neanche una breaking news.

Il titolo più neutro è quello di Axios: “Trump denuncia una vasta cospirazione per falsare il risultato delle elezioni e coprire le frodi … e segnala interferenze cinesi…”. Politico scrive: “Trump se la prende con il sistema elettorale e con i soliti nemici, ma non fornisce nessuna informazione che avalli le sue affermazioni sul voto rubato e i risultati manipolati”.

La Cnn vede nel discorso “un monito sulle intenzioni del presidente per il voto di midterm”: Trump “ha ribadito le consuete affermazioni sulla vulnerabilità del sistema elettorale, ma potrebbe pensare a come manipolare i risultati che verranno”. Il Wall Street Journal subodora qualcosa di analogo: “Trump rilancia gli sforzi per instillare dubbi sulle elezioni del 2020 e sulla affidabilità del voto, prima di elezioni che potrebbero vedere i repubblicani perdere le loro maggioranze nel Congresso”.

Il Washington Post, che definisce quella del presidente per le frodi elettorali “un’ossessione”, titola: “Trump non dà prove di manipolazione del voto e sottolinea le vulnerabilità del sistema”. Stando ai dati citati, 278 mila non cittadini sono registrati nelle liste elettorali: se la cifra è vera, sono lo 0,1% circa dei potenziali elettori. Il giornale si sofferma sul Save America Act, la legge che il presidente vuole che il Congresso approvi prima del voto di midterm, per impedire l’accesso alle urne di chi non ne ha diritto e per creare ostacoli alle minoranze e a chi preferisce votare per posta.

Chi snobba in modo più palese il discorso del presidente è il New York Times, che apre sul cambio di premier in atto in Gran Bretagna e sul rimpasto di governo in Ucraina e relega in terza battuta Trump, sostenendo che i documenti prodotti con avallano le affermazioni fatte. Il Nyt documenta che Trump “ha sistematicamente smantellato i dispositivi di sicurezza elettorali riducendo i fondi e tagliando un terzo degli addetti”.